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Fiume Sarno, il Procuratore di Nocera Inferiore, "I depuratori al 20-30%: parecchie parti del territorio non sono collettate”

03 Settembre 2026 Author :  

Il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore Luigi Cannavale alla TGR: “Stiamo facendo grossi progressi, ma è un’impresa titanica”. Sotto la lente anche industrie conserviere e scarichi abusivi

Fiume Sarno, depuratori, industrie conserviere e scarichi abusivi. Sono questi alcuni dei principali fronti sui quali si concentra l’attenzione della Procura della Repubblica nell’ambito delle attività per contrastare le emergenze ambientali del territorio.

A fare il punto, intervenendo alla TGR, è stato il procuratore della Repubblica Luigi Cannavale, che ha sottolineato la complessità del lavoro in corso e, allo stesso tempo, i primi segnali positivi emersi dalle attività di analisi sulle acque del Sarno.

“Stiamo facendo grossi progressi, ma è un’impresa titanica”, ha detto il procuratore della Repubblica Luigi Cannavale alla TGR Campania: “La valutazione del fiume Sarno impiegherebbe un dispiego di risorse che sicuramente non abbiamo. Nell’ambito delle nostre risorse stiamo ottimizzando tutte le attività per portare a casa un risultato e penso che le analisi di laboratorio che stanno effettuando sulle acque del fiume Sarno un riscontro positivo già lo stanno dando".

Il quadro delineato dal procuratore riguarda innanzitutto il funzionamento della rete di depurazione e la mancata connessione di alcune aree del territorio agli impianti. Una situazione che, secondo Cannavale, contribuisce direttamente alla pressione esercitata sul corso d’acqua.

"I depuratori funzionano al 20-30 per cento delle loro potenzialità perché parecchie parti del territorio non sono collettate nei depuratori e vanno direttamente a scaricare nelle acque fluviali del fiume Sarno. Poi ci sta una realtà che in questo momento si acuisce che sono quelle delle produzioni delle industrie conserviere che anche se hanno determinate autorizzazioni in determinati momenti quando il ciclo aumenta qualche piccolo sotterfugio con danno ambientale lo pongono in essere. Poi esiste la problematica degli scarichi abusivi per i quali ci stiamo attivando. Nell’ambito delle risorse cha abbiamo penso che il lavoro che stiamo facendo sia apprezzabile".

Il procuratore richiama dunque tre questioni strettamente connesse: l'insufficiente capacità di funzionamento dei depuratori, le criticità legate alle attività delle industrie conserviere nei periodi di maggiore intensificazione della produzione e la presenza di scarichi abusivi.

Su quest'ultimo fronte, la Procura ha annunciato l'attivazione di specifiche attività di contrasto. L'obiettivo è intervenire, con le risorse disponibili, su un fenomeno che rappresenta uno dei nodi più delicati nella tutela del fiume e dell'intero territorio interessato dal suo bacino.

Parallelamente, proseguono le analisi di laboratorio sulle acque del Sarno. Proprio dai risultati di queste verifiche, secondo quanto riferito da Cannavale, starebbero arrivando i primi riscontri positivi.

La fotografia tracciata dalla Procura resta comunque quella di un intervento complesso, che richiede un significativo impiego di risorse e un'attività articolata di controllo e verifica. La sfida, come sintetizzato dal procuratore, è quella di ottenere risultati concreti ottimizzando le risorse a disposizione.