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Dia, confiscati beni per 5 milioni a un imprenditore dell’Irno: nel mirino società, immobili e disponibilità finanziarie

30 Settembre 2026 Author :  

Beni per un valore complessivo di circa cinque milioni di euro sono stati confiscati dalla Direzione Investigativa Antimafia a un imprenditore di Mercato San Severino, M.I., ritenuto dagli investigatori vicino al clan Desiderio.

Il provvedimento è stato emesso dalla sezione Riesame e Misure di prevenzione del Tribunale di Salerno, su proposta congiunta del procuratore della Repubblica di Salerno e del direttore della Dia. L’esecuzione ha interessato i territori di Mercato San Severino e Roccapiemonte, dove sono stati individuati i beni riconducibili all’imprenditore.

Al centro del procedimento c’è la ricostruzione della situazione patrimoniale e della presunta pericolosità sociale dell’uomo, che secondo gli elementi raccolti dagli investigatori sarebbe emersa già a partire dal 2009.

Il presunto legame con il clan Desiderio

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’imprenditore sarebbe vicino al clan Desiderio, organizzazione criminale indicata dagli investigatori come operante nell’area della Valle dell’Irno e coinvolta, secondo le contestazioni investigative, in attività legate al traffico di droga e di armi.

La Dia avrebbe individuato una significativa sproporzione tra le disponibilità economiche dell'imprenditore e i redditi riconducibili alle sue attività formalmente esercitate.

Per gli investigatori, l’uomo avrebbe potuto contare anche su proventi derivanti da attività criminali, elementi che avrebbero contribuito a spiegare un tenore di vita e una capacità di spesa ritenuti non coerenti con gli introiti delle attività imprenditoriali.

La ricostruzione patrimoniale sarebbe emersa anche attraverso l'approfondimento delle risultanze investigative di un procedimento penale avviato nei confronti dell'imprenditore per reati fallimentari.

Si tratta, va precisato, di valutazioni contenute nel procedimento di prevenzione: la confisca costituisce un provvedimento adottato dall'autorità giudiziaria nell'ambito previsto dalla normativa sulle misure di prevenzione e non equivale, di per sé, a una condanna penale per i fatti contestati.

Che cosa è stato confiscato

Il provvedimento ha interessato un patrimonio composto da beni di diversa natura.

In particolare, la Dia ha proceduto alla confisca di:

un opificio;
tre interi compendi aziendali operanti nel settore degli allestimenti e del noleggio di attrezzature per fiere ed eventi;
una ditta individuale attiva nel settore della ristorazione a Roccapiemonte;
quote di un fondo pensione;
buoni postali e altre disponibilità finanziarie.

Il valore complessivo dei beni oggetto dell'attuale provvedimento è quantificato in circa 5 milioni di euro.

Un secondo intervento nel giro di un anno

L’operazione rappresenta un nuovo intervento sul patrimonio dell’imprenditore nell’ambito della stessa attività investigativa.

Il 4 novembre 2025, infatti, la Dia aveva già eseguito un decreto di sequestro nei suoi confronti, aggredendo beni per un valore di circa 2,5 milioni di euro.

A distanza di quasi un anno arriva dunque un nuovo provvedimento, che porta a circa 7,5 milioni di euro il valore complessivo dei beni sottoposti ai due interventi, secondo gli importi comunicati per le rispettive operazioni.

La misura conferma il ruolo centrale dell'analisi patrimoniale nelle indagini della Dia: l'obiettivo è verificare la provenienza delle ricchezze e l'eventuale sproporzione tra patrimoni, redditi dichiarati e attività economiche formalmente esercitate.

Per l'imprenditore, già destinatario del precedente provvedimento, l'ultimo decreto amplia quindi in maniera significativa l'insieme dei beni sottratti alla sua disponibilità.

L'inchiesta resta inserita nel quadro delle attività di prevenzione patrimoniale condotte dalla Direzione Investigativa Antimafia nel territorio salernitano, con particolare attenzione ai rapporti tra attività economiche, patrimoni e contesti criminali organizzati.

Il provvedimento del Tribunale di Salerno eseguito tra Mercato San Severino e Roccapiemonte. Nel patrimonio confiscato un opificio, tre compendi aziendali, una ditta di ristorazione, un fondo pensione e buoni postali. L’imprenditore è ritenuto dagli investigatori vicino al clan Desiderio. Nel novembre 2025 un precedente sequestro da 2,5 milioni.