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Scafati, caso Sarastra: la Cassazione boccia i giudici di Salerno, processo d'appello da rifare per Aliberti e altri 5 imputati

18 Ottobre 2026 Author :  

Inchiesta Sarastra: la Cassazione deposita le motivazioni, si azzera l'appello per il presunto voto di scambio a Scafati. La Suprema Corte ha accolto il ricorso della Procura Generale contro la dichiarazione di inammissibilità dell'appello. Il processo di secondo grado dovrà ora ripartire da zero davanti a una diversa sezione della Corte d'Appello di Salerno.

A distanza di circa 90 giorni dall'udienza dello scorso 10 luglio 2026, la prima sezione penale della Corte di Cassazione ha pubblicato i motivi della sentenza numero 36349. La decisione cancella la pronuncia emessa il 2 marzo 2026 dalla Corte d'Appello di Salerno, che aveva bloccato il processo dichiarandolo fondato nei motivi del ricorso da parte della Dda ma inammissibile. Al centro del procedimento giudiziario ci sono le presunte infiltrazioni e il voto di scambio politico-mafioso nel Comune di Scafati. L'appello punta a ribaltare le assoluzioni totali pronunciate dal Tribunale di Nocera Inferiore nel novembre 2024 a favore di sei imputati, tra cui l'ex sindaco Angelo Pasqualino Aliberti, Nello Maurizio Aliberti, Monica Paolino, Roberto Barchiesi, Giovanni Cozzolino e Ciro Petrucci.

Il nodo del deposito cartaceo durante il blackout informatico

Il fulcro dello scontro giuridico riguardava le modalità con cui la Procura di Nocera Inferiore aveva depositato l'atto di impugnazione il 25 giugno 2025. Nonostante la riforma Cartabia imponga l'obbligatorietà del canale telematico per questo genere di atti, l'ufficio inquirente si era avvalso del vecchio deposito cartaceo (analogico). Tale scelta era stata dettata da un prolungato e grave malfunzionamento del sistema informatico ministeriale "APP", formalmente accertato e attestato attraverso decreti d'urgenza firmati dal Presidente del Tribunale di Nocera Inferiore.

In secondo grado, i giudici di Salerno avevano ritenuto nullo quel deposito. Secondo la loro interpretazione restrittiva, i decreti presidenziali di sospensione dell'applicativo elencavano specifiche fasi processuali (come il dibattimento) senza fare esplicito riferimento al "Libro IX" del codice di rito, ossia quello dedicato alle impugnazioni. Per questa ragione formale, l'appello del pm era stato bollato come inammissibile seppur fondato, blindando di fatto le assoluzioni del primo grado.

La Cassazione boccia il formalismo dei giudici salernitani

La Suprema Corte, condividendo in pieno il ricorso del Procuratore Generale territoriale e le conclusioni del sostituto procuratore generale Valentina Manuali, ha censurato duramente l'approccio rigido della Corte d'Appello. Nelle motivazioni si chiarisce che l'articolo 175-bis del codice di procedura penale opera come una vera e propria clausola di salvaguardia a tutela delle parti. La legge richiede unicamente che il dirigente dell'ufficio giudiziario attesti lo stato di fatto del malfunzionamento tecnologico.

I magistrati di legittimità hanno messo in evidenza che:
La normativa non impone affatto al capo dell'ufficio di redigere un elenco tassativo degli atti ammessi in formato cartaceo durante il blocco dei sistemi.
L'effetto di deroga al canale telematico scatta automaticamente per legge (ope legis) non appena viene certificato il guasto tecnico generalized.
L'interpretazione restrittiva adottata a Salerno ha introdotto surrettiziamente una causa di inammissibilità non prevista dalla legge, violando il principio di tipicità delle sanzioni processuali e limitando ingiustamente i diritti delle parti.

Prossimi passi: gli atti tornano a Salerno

Con il deposito formale delle motivazioni, l'intera documentazione processuale viene ora ritrasmessa alla Corte d'Appello di Salerno. Trattandosi di un annullamento con rinvio, la cancelleria salernitana dovrà investire del caso una sezione diversa da quella che ha firmato il provvedimento bocciato.
Il calendario del nuovo processo di secondo grado inizierà a delinearsi a stretto giro: la fissazione della prima udienza è attesa già entro le prossime due settimane. Il dibattimento vero e proprio per rivalutare il merito delle accuse e l'ammissibilità dell'appello sotto gli altri profili collaterali entrerà nel vivo entro il mese di dicembre.