Presentata il 23 ottobre una proposta di legge regionale per modificare i confini dei due Comuni della Costiera Amalfitana. Al centro della vicenda le distanze, i servizi e il legame dei residenti con Cetara. Si apre ora il confronto istituzionale su una questione che coinvolge identità, territorio ed equilibri amministrativi.
COSTIERA AMALFITANA – Un piccolo borgo affacciato sul mare, due Comuni e una questione territoriale che da anni alimenta il dibattito in Costiera Amalfitana. Erchie, frazione di Maiori, torna al centro dell'attenzione per la richiesta di passare sotto l'amministrazione comunale di Cetara, geograficamente molto più vicina.
Quella che per lungo tempo è stata una rivendicazione sostenuta dai residenti ha ora raggiunto una nuova fase istituzionale. Il 23 ottobre 2026 è stata infatti presentata al Consiglio regionale della Campania la proposta di legge numero 85, intitolata «Modifica delle circoscrizioni territoriali dei Comuni di Maiori e di Cetara, in Provincia di Salerno».
Il provvedimento, sottoscritto da diversi consiglieri regionali, è stato assegnato alla Prima Commissione, competente per gli affari istituzionali, e alla Seconda Commissione, competente per le materie finanziarie e patrimoniali.
Si apre così un percorso che potrebbe portare a ridisegnare una parte dei confini amministrativi della Costiera Amalfitana. L'esito, tuttavia, non è scontato e dipenderà dall'iter previsto dalla normativa.
Il nodo delle distanze: Cetara è molto più vicina di Maiori
Per comprendere le ragioni della richiesta bisogna partire dalla particolare posizione geografica di Erchie, borgo marinaro incastonato tra le montagne e il mare.
La frazione si trova a poco più di un chilometro e mezzo da Cetara, mentre per raggiungere il centro di Maiori occorre percorrere oltre otto chilometri lungo la strada costiera.
Una differenza che incide sulla quotidianità degli abitanti, soprattutto quando si tratta di raggiungere uffici, scuole, servizi sanitari e attività commerciali.
Il legame con Cetara non nasce soltanto dalla vicinanza territoriale. Nel corso degli anni, infatti, una parte della vita quotidiana dei residenti si è sviluppata proprio in direzione del Comune confinante, più facilmente raggiungibile rispetto al capoluogo amministrativo di appartenenza.
È questa una delle ragioni alla base della richiesta di modifica dei confini: avvicinare l'amministrazione comunale al territorio nel quale gli abitanti svolgono già una parte significativa delle proprie attività.
Una battaglia che parte dai residenti
La vicenda non nasce oggi. Già nel 2023 la richiesta di distacco da Maiori e di annessione a Cetara aveva assunto una dimensione pubblica, attraverso un'iniziativa promossa dagli abitanti del borgo.
All'epoca era stata riportata la presentazione di una petizione sottoscritta dai residenti maggiorenni, con l'obiettivo di avviare il percorso amministrativo necessario al trasferimento della frazione.
Tra le motivazioni figuravano soprattutto la vicinanza a Cetara e la possibilità di accedere più facilmente ad alcuni servizi.
Il caso dello scuolabus è particolarmente significativo. Già negli anni scorsi era stato evidenziato come il servizio di trasporto scolastico di Cetara raggiungesse Erchie per accompagnare i bambini nelle scuole del Comune vicino.
Anche il rapporto con i servizi sanitari e con le attività quotidiane ha contribuito a rafforzare i collegamenti tra le due comunità.
La richiesta di cambiare Comune nasce dunque da esigenze pratiche, oltre che da ragioni di appartenenza territoriale. Resta comunque necessario distinguere le adesioni documentate alla petizione dal consenso attuale dell'intera popolazione.
Maiori e il valore storico, turistico ed economico di Erchie
Il possibile distacco della frazione rappresenta una questione delicata anche per il Comune di Maiori.
Erchie non è soltanto un piccolo centro abitato, ma una località dalla forte vocazione turistica, conosciuta per la spiaggia, il paesaggio e le attività legate all'accoglienza.
Un eventuale trasferimento a Cetara comporterebbe per Maiori la perdita di una parte del territorio comunale, con conseguenze da valutare sul piano amministrativo, patrimoniale ed economico.
La questione riguarda anche la gestione delle aree pubbliche, delle infrastrutture, dei servizi e delle entrate tributarie collegate agli immobili e alle attività presenti nella frazione.
Il sindaco di Maiori, Antonio Capone, aveva già manifestato nel 2023 la propria contrarietà all'ipotesi di distacco, sottolineando il legame storico tra Erchie e il territorio maiorese.
La presentazione della proposta di legge regionale riporta ora la questione su un piano istituzionale, rendendo centrale il confronto tra le amministrazioni interessate.
Cetara, tra vicinanza territoriale e nuove responsabilità
Per Cetara, l'eventuale acquisizione di Erchie rappresenterebbe un cambiamento significativo dei confini e delle competenze amministrative.
Il borgo, già legato al territorio cetarese da rapporti di prossimità e dalla fruizione di alcuni servizi, entrerebbe formalmente a far parte di un Comune diverso da quello attuale.
Ma il trasferimento non avrebbe soltanto un valore simbolico.
Cetara dovrebbe assumere le responsabilità amministrative connesse alla gestione della frazione, dalla manutenzione delle infrastrutture all'organizzazione dei servizi pubblici, fino agli interventi necessari per rispondere alle esigenze di residenti e visitatori.
Particolare attenzione dovrebbe essere riservata alla stagione estiva, quando la presenza turistica aumenta e crescono le necessità legate alla mobilità, alla pulizia, alla gestione dei rifiuti e alla fruizione delle aree pubbliche.
La valutazione economica e organizzativa sarà quindi uno degli aspetti da considerare nel percorso istituzionale.
La proposta di legge regionale numero 85
La svolta più recente è arrivata il 23 ottobre 2026 con la presentazione della proposta di legge regionale sulla modifica delle circoscrizioni territoriali di Maiori e Cetara.
Il provvedimento risulta sottoscritto dai consiglieri Marco Villano, Francesca Amirante, Carmela Fiola, Salvatore Madonna, Massimiliano Manfredi, Corrado Matera, Maurizio Petracca, Francesco Picarone, Loredana Raia e Giorgio Zinno.
L'assegnazione alle commissioni competenti rappresenta l'avvio dell'esame istituzionale della proposta.
Il percorso dovrà affrontare le questioni giuridiche e amministrative legate alla modifica dei confini, comprese le eventuali conseguenze finanziarie e patrimoniali per i Comuni interessati.
Non si tratta, quindi, di un trasferimento già approvato, ma di una proposta destinata a essere esaminata secondo le procedure previste dall'ordinamento.
L'ipotesi del referendum e la parola ai cittadini
Uno degli aspetti più importanti riguarda il coinvolgimento delle popolazioni interessate.
La modifica delle circoscrizioni comunali è una materia disciplinata dalla Costituzione e dalla normativa regionale. L'articolo 133 della Costituzione prevede che le Regioni possano modificare le circoscrizioni dei Comuni, sentite le popolazioni interessate.
In questo contesto assume rilievo l'eventuale referendum consultivo, attraverso il quale i cittadini chiamati a esprimersi potrebbero manifestare il proprio orientamento sulla proposta.
L'individuazione del corpo elettorale, le modalità della consultazione e i successivi passaggi istituzionali dovranno essere definiti secondo la disciplina applicabile.
Il referendum, qualora previsto nell'iter, rappresenterebbe un momento importante per verificare il consenso della popolazione rispetto al cambiamento amministrativo.
Una questione che va oltre i confini comunali
La vicenda di Erchie solleva un tema più ampio, che riguarda il rapporto tra confini amministrativi, identità delle comunità e organizzazione dei servizi pubblici.
In territori complessi come la Costiera Amalfitana, caratterizzati da collegamenti stradali non sempre agevoli e da una particolare conformazione geografica, la distanza tra un centro abitato e il proprio municipio può incidere concretamente sulla vita dei cittadini.
Da un lato vi sono le ragioni storiche e amministrative che legano Erchie a Maiori. Dall'altro emergono le esigenze di prossimità e i rapporti quotidiani sviluppati con Cetara.
La questione richiede quindi un confronto che tenga conto delle aspettative dei residenti, delle posizioni delle amministrazioni comunali e delle conseguenze che un eventuale cambiamento potrebbe determinare.
Il futuro di Erchie passa dalla Regione Campania
Con la proposta di legge presentata il 23 ottobre, il dibattito sul futuro amministrativo di Erchie entra in una nuova fase.
Sarà il percorso istituzionale a stabilire se esistano le condizioni per modificare gli attuali confini tra Maiori e Cetara, attraverso gli approfondimenti e le consultazioni previsti.
Per il borgo marinaro si apre così un passaggio importante della propria storia amministrativa.
La richiesta di avvicinarsi a Cetara, maturata nel tempo e sostenuta da motivazioni territoriali e pratiche, si confronta ora con le regole che disciplinano l'organizzazione dei Comuni.
Il futuro di Erchie resta dunque da definire. Al centro della vicenda rimane una domanda destinata ad accompagnare il confronto politico e istituzionale: quanto devono pesare la storia e i confini amministrativi rispetto alle esigenze quotidiane di una comunità?
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