Scafati. Dipendenti centro Raggio di Sole senza stipendi: l'opposizione chiede la convocazione della commissione Politiche sociali

06 Luglio 2020 Author :  

Dipendenti del centro Raggio di Sole senza stipendi da mesi, i consiglieri di opposizione della Commissione Consiliare Politiche sociali del Comune di Scafati Michele Grimaldi, Alfonso Carotenuto e Teresa Formisano hanno inviato una lettera, al Presidente della Commissione Politiche sociali Serena Porpora per chiederne la convocazione con urgenza. 

"Nei giorni scorsi i sottoscritti consiglieri comunali, membri della commissione da Lei presieduta, assieme ai consiglieri Ambrunzo e Russo, -si legge nellalettera - hanno incontrato e ascoltato alcuni familiari degli utenti del centro “Raggio di sole”. Tra questi, l'avvocato Mirko Secondulfo, storicamente impegnato nel settore del sociale e dell'assistenza ai più deboli.

Come lei saprà il "Raggio di sole" è un centro ludico ricreativo operante in favore di persone adulte affette da problemi di disabilità, il cui scopo è il miglioramento delle residue abilità degli utenti attraverso la terapia cosiddetta occupazionale. Operativo nel territorio di Scafati sin dai tempi dell’amministrazione Pesce, oggi tale centro è gestito dalla cooperativa “Il Canguro”, affidataria della gestione a seguito (per l’anno 2018/19/20) di regolare bando indetto dal Comune di Scafati.
A quanto ci risulta tale bando prevedeva un contratto della durata di circa 18 mesi con scadenza marzo 2020, con eventuali 6 mesi di proroga; ma, attesa la pandemia Covid 19 che ha imposto la chiusura dello stesso, ad oggi i circa 7 operatori addetti, oltre ad essere privi dello stipendio ed in CIG (ancora non riscossa) da circa 4 mesi, non sono messi neanche nelle condizioni di poter recuperare i giorni e le ore non effettuate nell’anno precedente (in attesa di nuovo bando), con danno a sé stessi e soprattutto (per colpe non proprie) alla già “provata” utenza.
Come giustamente sottolineato nel nostro incontro dall'avvocato Secondulro, privare un’utenza “debole” del proprio mondo, dei propri spazi, della propria necessità di socializzare (con tutte le precauzioni del caso dettate dal non facile momento, ovvio), rappresenta un danno per i fruitori del servizio e per le stesse famiglie di proporzioni inenarrabili, atteso che per molti, tale occupazione rappresenta uno scopo importante per la propria già difficile esistenza, con l’ unica alternativa dalle 4 mura domestiche e delle eroiche “imprese” delle famiglie impegnate - appunto - a rendere tutto meno difficile. Vari sono stati i solleciti all’assessore al “ramo”, e varie sono statele soluzioni prospettate onde poter ovviare alle difficoltà imposte dall’obbligo di distanziamento fisico da dover “ordinare” ai ragazzi per un’eventuale riapertura.
Si è proposto, tra l'altro, la turnazione con orari ridotti senza il servizio mensa, oppure - ove fosse impraticabile la prima ipotesi -
l'eventuale assistenza domiciliare dei ragazzi.
Il tutto, ovviamente, dopo opportuna (eventuale) sanificazione dei locali, tamponi, distribuzione di presidi di protezione e autocertificazione sullo stato di salute.
Ma, ad oggi, purtroppo, si ribadisce, nulla è stato fatto e tutto tace.

Confidiamo in una sua celere risposta, e in una altrettanto celere convocazione della Commissione da Lei presieduta. Nel nome di attuare nella nostra città quei sacrosanti principi di solidarietà e giustizia sociale riconosciuti dal nostro Statuto comunale e dalla Costituzione".

 

Punto Agro News

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