Igienizzare correttamente il bagno si può: il Ministero ci dice come

01 Ottobre 2020 Author :  

Igienizzare efficacemente il bagno è un argomento molto discusso e cercato, specialmente in tempi di pandemia. Per fornire delle valide indicazioni su una corretta igienizzazione del bagno, il Ministero della Salute ha trattato l'argomento all'interno di una scheda di approfondimento. Ai suggerimenti espressi dalle autorità, abbiamo aggiunto dei consigli rivolti a chi combatte i germi quotidianamente.

Cosa consiglia il Ministero

In collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità (ISS), il Ministero della Salute ha divulgato un vademecum riguardante l'utilizzo corretto dei disinfettanti e dei detergenti. Il punto di partenza del documento coincide con degli studi condotti allo scopo di fare luce sulla resistenza del covid-19 su superfici di diversa tipologia.

Il Ministero ci dice che possiamo eliminare il virus dalle superfici utilizzando i seguenti prodotti:

  • disinfettanti a base alcolica;
  • prodotti a base di cloro (ipoclorito di sodio).

Per i prodotti a base di cloro è sufficiente una concentrazione di cloro attivo allo 0,1%. Per quanto concerne la diluizione del prodotto a base di cloro (spesso concentrato al 5-10% di contenuto), il Ministero ci dice di diluirlo rispettando la percentuale suggerita sull'etichetta del prodotto, come si fa per esempio con la candeggina. Occorre quindi armarsi di pazienza e fare i dovuti calcoli.

Nel caso del bagno, però, il Ministero consiglia l'impiego di una percentuale di cloro più elevata, ossia lo 0,5%, per igienizzare i sanitari, il lavandino, la doccia o la vasca da bagno.

Questo ci dice che, per igienizzare le normali superfici e i sanitari del bagno, avremo bisogno di due processi di diluizione differenti, il primo con una concentrazione inferiore di cloro (per i pavimenti), il secondo con una concentrazione maggiore (per i sanitari).

Tra gli accorgimenti provenienti dal Ministero si ricorda inoltre di:

  • evitare gli schizzi durante le operazioni di pulizia;
  • far prendere aria alla stanza dopo la pulizia;
  • conservare i prodotti in un posto sicuro dove non siano accessibli a bambini o animali.

Consigli in più

Le linee guida ufficiali provengono dal Ministero, ma esiste anche una best practice fatta di piccoli accorgimenti che ognuno di noi può adottare per igienizzare il proprio bagno al meglio. Di seguito vediamo quali sono i potenziali ricettacoli di germi e batteri negli ambienti domestici.

La spugna

Le spugne sono un vero e proprio ricettacolo di germi, che vi si annidano in quantità molto elevate, specialmente in quelle che si utilizzano in cucina. Secondo alcuni studi, infatti, le spugne da cucina conterrebbero un numero talmente elevato di batteri da essere superato solamente da quello delle feci. I tentativi di sterilizzazione non sono sufficienti a eliminare la carica batterica, l'unica alternativa valida è la sostituzione della spugna, preferibilmente con frequenza settimanale. Naturalmente, valgono le stesse indicazioni per le spugne del bagno, che devono essere sostituite dopo pochi utilizzi.

Lo scopino del wc

Dopo le spugne non si può non chiamare in causa lo scopino del wc. Se parliamo di ricettacoli di batteri, lo scopino del water non ha rivali in tal senso. È anche vero che le setole dello scopino del bagno molto difficilmente entreranno in contatto con superfici diverse da quelle del wc. Però, per chi vivesse in casa con bambini e animali, la regola di non toccare mai quel ricettacolo di batteri fecali potrebbe non essere sempre osservata. Bisogna anche tenere presente che, se lo scopino è contaminato, le pareti del wc andranno disinfettate regolarmente dopo ogni utilizzo dello scopino con i composti di acqua e cloro che abbiamo descritto sopra.

Come per le spugne, per cui il mercato propone più soluzioni antibatteriche e lavabili di cui però non vi sono evidenze in termini di efficacia, anche per gli scopini le titubanze sono più o meno le stesse. L'unica alternativa potrebbe essere rappresentata dall'idroscopino, che mediante un getto di acqua elimina lo sporco dal wc senza venire a contatto con la superficie contaminata. L'idroscopino, però, deve essere allacciato all'impianto idraulico, mentre un principio di funzionamento simile lo ha Wizzo, uno scopino per wc che non richiede alcun allaccio all'impianto idraulico sebbene funzioni sempre mediante un getto di acqua. Questo sistema è sicuramente più igienico dello scopino tradizionale dotato di setole. L'unica indicazione è quella di lavarsi bene le mani, per almeno 60 secondi, dopo ogni utilizzo dell'idroscopino.

La tenda della doccia

Un altro ricettacolo di batteri che troviamo in bagno è la tenda della doccia. Uno studio del 2004 ha dimostrato la pericolosità della tenda della doccia per le persone con un sistema immunitario compromesso (Fonte: Corriere.it). Sebbene venga consigliato di lavare la tenda della doccia ogni due settimane, lasciandola asciugare all'aria aperta, la cosa migliore è quella di eliminarla del tutto, sostituendola con alternative meno rischiose come i pannelli di vetro o di plexiglas che si installano praticamente ovunque, anche sulle vasche da bagno. Contrariamente alla tenda, i pannelli sono più facili da igienizzare utilizzando i prodotti a base di acqua e cloro.

Igienizzazione e disinfezione: due cose differenti

Igienizzare e disinfettare sono due processi molto differenti. Igienizzare una superficie significa pulirla a fondo, ma senza eliminare i germi e i batteri. La disinfezione, invece, è il processo di pulizia che ha come obiettivo quello di eliminare germi e batteri con prodotti appositi, come da indicazioni ministeriali. In tempi soggetti a pandemia, l'operazione più sicura per abbattere il rischio di contagio nel proprio ambiente domestico è sicuramente la disinfezione.

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