Una traccia del passato riaffiora dal sottosuolo di Sant’Antonio Abate proprio mentre la città si prepara a costruire il proprio futuro sportivo. Durante i lavori per la realizzazione della nuova piscina comunale è infatti emersa, ai margini dell’area di scavo, un’area riconducibile all’aia di un’antica villa rustica di epoca romana.
La scoperta è avvenuta nelle scorse settimane e ha portato all’intervento della Soprintendenza Archeologica, che ha effettuato i necessari sopralluoghi nell’area interessata dai lavori.
Tra gli elementi individuati ci sarebbero lapilli vulcanici e solchi di coltivazione particolarmente ben conservati, rimasti sigillati nel terreno e riconducibili alla stratificazione provocata dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.
Una scoperta che, oltre al valore archeologico, potrebbe diventare in futuro un elemento di valorizzazione del nuovo polo sportivo.
A raccontare l’emozione per il ritrovamento è la sindaca di Sant’Antonio Abate, Ilaria Abagnale, che ha affidato a una dichiarazione il racconto della scoperta:
«Una scoperta straordinaria dal nostro passato!
Abbiamo da poco avviato i lavori per la realizzazione della nuova piscina comunale e il nostro sottosuolo ci ha appena regalato una sorpresa dal valore inestimabile: ai margini dell'area di scavo è riemersa l'aia di un'antica villa rustica di epoca romana.
Vivere in prima persona il racconto della stratificazione del terreno è un'emozione indescrivibile. Ritrovare il lapillo vulcanico e i solchi di coltivazione perfettamente conservati, sigillati nel tempo esattamente come il Vesuvio li lasciò in quel tragico 79 d.C., è un tuffo nel passato che lascia senza fiato.
Nei giorni scorsi abbiamo accolto la Soprintendenza Archeologica per i sopralluoghi di rito. Per fortuna, gli ampi spazi a nostra disposizione ci permettono di intervenire subito con una piccola variante al progetto, semplicemente traslando l'area di cantiere.
Questo significa che procederemo senza alcun rallentamento con la realizzazione del centro sportivo. Anzi, questa scoperta si trasforma in un'opportunità straordinaria: un tassello di storia da toccare con mano che, in futuro, potremo valorizzare e integrare alla struttura, arricchendo il nostro patrimonio culturale e la profonda conoscenza delle nostre radici.
Il futuro dello sport a Sant'Antonio Abate cresce di pari passo con la valorizzazione della nostra magnifica identità.»
La presenza dei resti archeologici non dovrebbe dunque comportare, secondo quanto riferito dall'amministrazione comunale, uno stop ai lavori. Gli spazi disponibili nell'area consentirebbero infatti di modificare la disposizione del cantiere attraverso una variante progettuale e di proseguire con la realizzazione della piscina e del nuovo centro sportivo.
La scoperta apre però anche una prospettiva ulteriore. L'area archeologica potrebbe infatti essere oggetto di interventi di valorizzazione e, in futuro, diventare parte integrante del nuovo complesso, creando un collegamento diretto tra la nuova infrastruttura sportiva e la storia antica del territorio.
Per Sant'Antonio Abate si tratta quindi di una scoperta che potrebbe aggiungere un nuovo tassello alla conoscenza del passato locale, riportando alla luce le tracce di un insediamento rurale romano rimasto sepolto per quasi duemila anni.