Nel Medioevo Praiano era uno dei casali della Antica Repubblica Amalfitana. Anzi il nucleo, sin da allora, era caratterizzato da due entità abitative: dal casale di Praiano in alto e dal casale di Vettica Maggiore in basso. Una divisione che caratterizzava anche le attività lavorative sfruttando quello che madre natura metteva a disposizione. E così mentre a monte vi erano i contadini, in basso vi erano i pescatori. Ma la nascita spontanea e la formazione in nucleo abitativo di Praiano sembra essere secondo non pochi studiosi e storia antecedente alla Repubblica Amalfitana. D'altra parte la stessa origine del nome, Pelagianum, (mare aperto), trasformatosi in Plagianum e corrotto in Praiano. Il vasto territorio comunale di Praiano occupa il tratto di costiera amalfitana tra Positano e Conca dei Marini, ai due lati di Capo Sottile. Il centro di Praiano si trova ad est del promontorio, situato a mezza costa tra gli 80 e i 180 metri sul livello del mare, con le case sparse sul tratto finale del pendìo che scende dai 1122 metri di Monte Tre Pizzi. Il nome deriva dall'antico Pelagianum (mare aperto) trasformatosi nel Medioevo in Plagianum e poi in italiano Praiano. Ai tempi della Repubblica Amalfitana, Praiano fu scelta come residenza estiva dai Dogi di Amalfi, a testimonianza di una vocazione di questo paese per la villeggiatura rilassante e discreta, lontana dai flussi turistici usuali e amata dalle elites. Nel periodo angioino fu eletta ad Universitas (il nome che nel Sud indicava i comuni con parziale autonomia dal potere centrale e propri organi di governo) per opera di Carlo I d'Angiò. In passato era famosa per la sua produzione della seta e dei filati. La parte bassa di Praiano si allunga verso la Marina di Praia, l'unico punto di approdo della vecchia Plagianum, con la spiaggia scavata tra due alte pareti di roccia, allo sbocco dell'aspro vallone di Praia. A guardia della Marina si trova sul promontorio la Torre a Mare di origine medievale, costruita per avvistare e dare l'allarme contro le invasioni saracene. Oggi la Marina di Praia è un'apprezzata località balneare e con brevi escursioni in barca è possibile visitare la costa nei dintorni, in particolare le suggestive Grotte di Suppraiano e la Grotta dell'Africana. Dall'altro lato di Capo Sottile, con splendida vista su Positano e su tutta la parte finale della penisola e sull'isola di Capri, si trova Vettica Maggiore, oggi frazione di Praiano ma in passato centro abitato autonomo. Sorge attorno allaChiesa di San Gennaro Vescovo e Martire, costruita nel 1589 sopra i resti della precedente chiesa del XIII secolo sempre dedicata al santo patrono di Vettica, famoso per essere anche il patrono della città di Napoli. Sull'impianto rinascimentale di basilica a tre navate si alza una bella cupola maiolicata in tradizionale stile amalfitano.
IL SANTO PATRONO E’ SAN LUCA EVANGELISTA - Proprio al centro della parte alta del paese, in bella posizione panoramica, si trova la chiesa principale di Praiano dedicata al santo patrono del paese, San Luca Evangelista. Costruita nel 1588 al posto di una precedente chiesa del 1123 e rifatta nel 1772. Notevoli il pavimento in cotto maiolicato di fine Settecento e alcuni altari policromi, insieme al busto in argento di San Luca.
LUMINARIE DI SAN DOMENICO - Dal 1 al 4 agosto di ogni anno presso la chiesa di Santa Maria a Castro i praianesi decorano il sagrato con 2000 candele ogni sera. Anche le finestre e le terrazze di Praiano vengono illuminate dalle candele in omaggio alla tradizione che celebra il sogno fatto dalla madre di San Domenico prima di partorire che vide un cane che incendiava il mondo grazie ad una fiaccola, metafora del futuro santo che portò la Buona Novella in tutto il mondo.