L'ex amministratore della società è tra gli arrestati, su disposizione della Dda di Napoli, in seguito ad un'inchiesta che coinvolge il clan dei casalesi. L'ipotesi è di tangenti per complessivi 70mila euro per favorire alcune società nelle procedure di gara.
L'uomo, considerato "il finanziatore della provvista corruttiva", ha a suo carico intercettazioni ambientali. La società lo aveva allontanato nel 2015, e lui si difende respingendo tutte le accuse. Intanto la società, attraverso il proprio legale, precisa di "non aver alcun legame con la camorra casalese" e ricorda che il "rapporto con l'ex amministratore è interrotto dallo scorso settembre. Va da sè che la vicenda giudiziaria esclude qualsivoglia sospetto di contiguità con ambienti della criminalità organizzata".
I LAVORI – Quanto previsto da "Italia per Pompei", oltre alla messa in sicurezza della domus di Giulia Felice, interessa le Regio I e II