Grande Sarno: i comuni di Striano, Palma Campania, San Giuseppe Vesuviano, Terzigno, Poggiomarino, San Marzano sul Sarno, San Valentino Torio e Sarno riuniti per discutere del progetto che ha per oggetto il recupero e a riqualificazione del fiume. Sono intervenuti anche i sindaci dei comuni di Ottaviano, Nocera Inferiore e Scafati. L’incontro ha come scopo quello di approvare una serie di modifiche al Grande Progetto Sarno, alternative alle vasche di esondazioni che sono attività di dragaggio del fiume e la riapertura del Canale Conte Sarno e che verranno poi presentate alla Regione Campania.
Ogni singolo consiglio comunale avrà poi il compito di dover poi ratificare il documento.
Striano: “Stasera – apre il consiglio intercomunale Aristide Rendina, padrone di casa – stiamo facendo qualcosa di straordinario perché tutti insieme stiamo scrivendo una delle più belle pagine della storia civile e sociale di questi territori. Tutti hanno risposto in modo entusiastico al mio invito perché il problema degli allagamenti è diventato un problema di ordine ambientale ed igienico-sanitario: acqua putrida e infetta invade i nostri territori e i nostri terreni e non possiamo più sottovalutare questa problematica che sta mettendo in ginocchio la nostra comunità e la nostra economia. Questo deve essere l’inizio di un percorso che noi dobbiamo fare per riappropriarci del futuro dei territori e dei cittadini che rappresentiamo. Questo consiglio – conclude il primo cittadino di Striano – è il risultato dei tanti incontri fatti nei mesi scorsi alla Regione e con l’Arcadis, durante i quali noi abbiamo esposto tutta la nostra problematica e le possibili risoluzioni che non prevedono le vasche di esondazione, soluzione che non vogliamo perché non riteniamo efficace né migliore. Stasera vogliamo portare le possibili soluzioni, continuando ad esortare la Regione Campania ad appoggiarci. Lo facciamo per il progresso di questi territori partendo dal risanamento ambientale, primo passo per il miglioramento della nostra economia.
Terzigno: “È una giornata storica – esordisce il primo cittadino Francesco Ranieri – perché ognuno di noi è riuscito a mettere da parte la fede politica per un bene comune. È arrivato il momento di dire basta, un basta che viene detto non solo dal comune di Terzigno ma da tutti i comuni qui presenti, un basta che viene anche dal dolore di vedere comunità in crisi per ogni giornata di pioggia. Forse abbiamo intrapreso la strada giusta perché abbiamo capito che tutti insieme possiamo veramente portare a qualcosa di concreto.
Palma Campania: Invita all’azione il sindaco Vincenzo Carbone: “Il sindaco Rendina ha ragione, stasera tutti noi sindaci siamo riuniti per parlare di questa difficile problematica. La Regione Campania, è vero, ci sta ascoltando ma noi siamo stanchi di essere solo ascoltati, non basta più. Questo è il momento di agire e chiedere soluzioni concrete. E quale occasione migliore di questa, stasera che siamo tutti insieme per chiedere a De Luca di venire qui, in questo territorio, ad ascoltare questa gente, a vedere cosa succede quando piove. Io credo in De Luca ma non è più tempo delle promesse ma delle azioni".
Poggiomarino: “Dopo la firma del documento – dichiara il sindaco Leo Annunziata – è necessario un incontro con De Luca. Io stasera sono mosso da una rabbia lucida, non abbiamo sempre la capacità di risolvere da soli i problemi dei nostri territori e per questo credo che l’ente regionale deve farsi carico di questo incontro. La nostra è una situazione drammatica e sono preoccupato per la situazione economica, ambientale e per l’incolumità dei cittadini. Non è più tempo di proposte: con questo documento portiamo soluzioni concrete per migliorare le nostre condizioni.”
Nocera Inferiore: Manlio Torquato dichiara che “quello che dobbiamo ottenere dalla Regione è il contenimento del rischio idraulico. Proponevo che il documento finale nella parte proprio delle esondazioni prevedesse esplicitamente il dragaggio del Fiume Sarno, il rifacimento degli spondali e dei muri di contenimento. Se non si faranno le vasche sono comunque necessari altre tipologie di contenimento delle esondazioni.”
Ottaviano. Anche il sindaco Luca Capasso interviene esponendo come i problemi del fiume rendano la vita difficile anche alla sua comunità: “Ottaviano ha lo stesso problema di tutti questi territori. Noi sindaci siamo sempre criticati perché i cittadini chiedono a noi di risolvere i problemi ma noi paghiamo lo scotto di 40 anni di ritardi. Tutti insieme, portando un progetto serio e con i fondi europei, possiamo finalmente risolvere il problema. Chiedo però che tutti questi atti siano passati al prefetto di Napoli e a quello di Salerno perché loro hanno più incisività di noi e possono ottenere più rapidamente gli interventi. A loro bisogna chiedere un tavolo di concertazione insieme ai sindaci e alla Regione Campania.”
San Giuseppe Vesuviano: Per il primo cittadino Catapano la risoluzione del problema non può prescindere dal coinvolgimento della Regione Campania e dichiara che: “L’idea di trasferire questa problematica ad un diverso livello istituzionale può essere la scelta giusta. Il consiglio comunale di San Giuseppe Vesuviano condivide sia il programma e il documento di stasera sia l’inter che lo ha prodotto, un iter di compattezza, di unione. Oggi discutiamo di un argomento fondamentale per la nostra salute e per la salute dell’ambiente e stiamo dimostrando di essere all’altezza di questo compito. Non è solo un argomento politico e civico, è molto di più e per questo è necessario investire di questa problematica il presidente della Regione. Non è possibile parlare di Parco Vesuvio, di immagine, di territori da tutelare, di sviluppare il turismo, di far conoscere le bellezze campane se poi abbiamo questa bomba ecologica ambientale. Abbiamo la necessità e l’obbligo – conclude il sindaco – di darci delle risposte. Portiamo avanti questo: che siamo stanchi di questa situazione che distrugge i nostri territori, la nostra economia e la nostra salute. Sono convinto che le risposte arriveranno.”
San Marzano: Per Cosimo Annunziata è fondamentale agire subito, senza mezze misure e senza perdere tempo: “A memoria ricordo che 43 anni fa si iniziò a parlare di questo problema. Il mio sogno è quello di riavere di nuovo il territorio che c’era qualche decennio fa. Stasera è l’inizio della storia, scriveremo la storia solo quando avremo risolto il problema, solo allora avremo adempiuto al nostro compito di amministratori. Chi ha la responsabilità e il dovere ma soprattutto la coscienza dovrebbe pensare a chi vive questi problemi. Siamo rimasti gli unici guardiani dei territori per i quali combattiamo a mani nude. Il disastro ecologico dei nostri territori ci ha impedito di continuare a coltivare la nostra eccellenza: il pomodoro San Marzano che ci ha resi famosi ovunque. Questo consiglio intercomunale facciamolo alla Regione Campania che forse non sanno cosa viviamo ogni volta che piove. Non possiamo aspettare altri 43 anni. Non basta – e conclude il primo cittadino Annunziata – la costruzione delle vasche di laminazioni, tante straripano, è necessario un lavoro più serio. Dobbiamo assumerci l’impegno che faremo sentire la nostra voce a chi ha la responsabilità di questi lavori e pretendere risposte.”
San Valentino Torio: “Con questo documento – interviene il primo cittadino Strianese – stiamo dicendo che fin quando c’è la possibilità di migliorare l’impatto di questo progetto dobbiamo provare a sfruttarla. Noi non stiamo dicendo no ai fondi europei, stiamo dicendo che c’è un’alternativa, che non è necessario sfigurare questi territori. Fin quando ci sarà la possibilità di difendere i nostri territori dobbiamo farlo, un territorio già devastato. Siamo convinti che c’è un’alternativa: dobbiamo dragare il fiume! C’è la possibilità tecnica e diciamo alla Regione Campania di considerarla questa alternativa. L’Arcadis non può più consentire che i lavori siano fermi. Questo messaggio deve arrivare in maniera chiara in Regione altrimenti siamo tutti responsabile di un fallimento che non possiamo più permetterci.”
Sarno: l’Intervento conclusivo è del primo cittadino sarnese Giuseppe Canfora che ritorna sull’urgenza degli interventi nonché sui diversi aspetti che interessano il problema delle nostre terre e del progetto stesso: “Il problema è davvero condiviso da tutta la comunità. Il Grande Progetto Sarno è molto sentito. Io credo che politicamente siamo tutti quanti in sintonia, il progetto deve essere realizzato, non possiamo indugiare e prendere ancora tempo. Siamo già in ritardo. Non dobbiamo rischiare di perdere l’occasione storica rappresentata da questo progetto, inoltre la Regione che ci ascolta e questo è importante. Il Grande progetto Sarno rappresenta un futuro per i nostri territori ma così come è stato pensato non va bene. C’è troppo terreno sprecato e il suolo va tutelato e non buttato. Il nostro terreno è qualcosa di prezioso, rappresenta la nostra economia. Aggiungo – continua il Presidente della Provincia – che ci sono altre problematiche che vanno approfondite: la parte Est del Vesuvio, il Canal Conte di Sarno e su queste problematiche va aperto un confronto serio. Per esempio, Canal Conte o va restituito alla sua funzione o va bonificato, non ci sono alternative. Ma questi sono altri progetti. Abbiamo tutti quanti a cuore il risparmio del territorio ma dobbiamo trovare opportune per non stravolgere il progetto. Questo programma – conclude Canfora – va sì reso sostenibile ma deve essere portato avanti.”
L'unica voce fuori dal coro quella del primo cittadino di Scafati, Angelo Pasqualino Aliberti che ha bacchettato gli altri amministratori sostenendo come si è difficile modificare grande progetto Sarno: "Non illudete cittadini perché bisogna completare la rete fognaria e bisogna anche accogliere i fluidi delle esondazioni e di conseguenza è difficile evitare le vasche. Io a Scafati ne farò due".