×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 729

Stampa questa pagina

Giacomo Rizzo in scena a Pompei si racconta: "I miei 71 anni di teatro, la mia 'clinica del sorriso'"

06 Marzo 2017 Author :  
La commedia dell’arte, il teatro nel teatro, l'arte di inventare sulla scena e di confrontarsi con i giovani e il rapporto sempre aperto con il pubblico: questi gli ingredienti di “E' successo a Teatro” con Giacomo Rizzo, l’esilarante commedia con la regia di Gennaro Silvestro e prodotto da Lu.Scar di Francesco Scarano in scena lo scorso week end anche a Pompei. Dopo l’anteprima al Teatro Lendi, lo strepitoso successo di pubblico dell’esordio della tournée al Teatro Totò di Napoli, col sold out delle date durante le feste di Natale e i fortunati appuntamenti del 2017 nelle province campane, lo spettacolo “È successo a teatro” è andato in scena al Teatro Di Costanzo-Mattiello di Pompei fino a domenica. “Una commedia 'corale' – spiega Giacomo Rizzo ai microfoni di Punto Agro News e Punto Stabia News – dove si inscena il teatro nel teatro con un regista che vuole mettere in campo lo spettacolo del “no sense” e, tra le imposizioni di un gerarca fascista che obbliga la partecipazione della sua compagna allo show, e i limiti di budget nella scelta degli attori, alla fine, tra equivochi e paradossi, arriva un “dramma” molto discutibile dove succede di tutto”. Una commedia spiritosa, che Rizzo definisce “molto divertente”, su un testo di Silvestro, che celebra in parte un traguardo importante nella carriera di Rizzo: “Ad aprile festeggierò 71 anni di teatro – Rizzo infatti ha iniziato ad otto anni a fare teatro – e insieme a dei colleghi celebrerò questa data al Teatro Augusteo di Napoli”. Nel suo futuro una certezza: “Ad 78 anni, continuerò a fare teatro fino a che riuscirò a parlare e ad essere me stesso. Da tre anni, il mio nuovo amore, una splendida ragazza di 34 anni, mi ha dato la forza e lo slancio per continuare la mia carriera brillantemente. Lei mi ha dato tanto, del resto, sono sempre le donne a darci molto, dobbiamo ammetterlo” spiega Rizzo. L'esperienza teatrale con i giovani, è inoltre per Rizzo il modo per “aiutare chi vuole fare l'attore, per riscoprire il cabaret autentico abbandonando la moda attuale sui nuovi comici” e per farlo “si agisce concretamente, così i ragazzi vengono aiutati e non come fanno altri che dicono di aiutare i giovani ma non lo fanno secondo me”. In questo senso, Rizzo racconta anche del suo “elaboratorio”, ovvero una “scuola di recitazione dove insegnare agli altri come recitare per fare in modo che le commedie napoletane continuino a fare successo. Gli attori devono però ricordare sempre l'importanza della sofferenza prima di arrivare ai risultati, la cosiddetta “gavetta”, necessaria alla formazione di un attore” dice Rizzo “Le carriere facili possono nuocere al vero teatro napoletano”. Ed è proprio la napoletanità ad essere sottolineata e difesa da Rizzo che si definisce “un napoletano che non ha nulla di napoletano” e che non ha riti scaramantici da seguire prima di andare in scena: “Io sono legato al nome della mia città, mi arrabbio solo quando se ne esaltano solo gli aspetti negativi. Napoli è arte e cultura, non è giusto metterne in luce solo i brutti aspetti”. Il teatro è il modo per esaltarne i pregi grazie “alla clinica del sorriso: nel mio piccolo mi definisco come il primario di una clinica che vuole portare il sorriso alle persone, ai napoletani, a chi ne ha bisogno, ricordando gli aspetti gioviali e belli della nostra cultura” dichiara Rizzo. E così in scena Giacomo Rizzo e l'intera compagnia hanno fatto sorridere di gusto il pubblico anche a Pompei con “E' successo a teatro”. Uno spettacolo arricchito dai giovani e con una nuova e frizzante compagnia di supporto all'ever green del teatro, Rizzo: in scena Ciro Esposito, Rosario Minervini (sostituito nelle ultime repliche da Gennaro Silvestro), Daniela Ioia, Peppe Sannino, Felicia Del Prete, Francesco Pirozzi, Carmen Nappo, Alessandro Coccorese. “È successo a teatro” vede il debutto alla scenografia di Francesca Mercurio, con costumi di Maria Pennacchio mentre a coprire il ruolo di direttore di scena c'è Mariano Ferreri. Le scene invece sono state realizzate dai fratelli Giustiniani. La commedia corale, segna altro tassello importante della carriera di Rizzo quindi, che tra cinema e spettacoli teatrali, svela ogni aspetto del suo viaggio nel mondo della recitazione: “Io ho amato tutto quello che ho fatto. Anche quello che non amo: quando finiscono le cose, le valuto ma non mi pento mai di aver fatto qualcosa, anzi. Ringrazio a Dio di aver fatto 100mila cose, di aver avuto grandi possibilità. Se dovessi dare un consiglio ad un giovane attore gli direi però, di dedicarsi molto alla lettura: la cultura ci fa vivere meglio, ma è bene arricchirsi culturalmente senza diventare troppo intellettuali. Non smettete mai di apprendere: io sto con i giovani proprio per questo, loro mi aprono il loro mondo e mi insegnano tanto ogni giorno, ed io gli regalo la mia esperienza”.