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Scafati/Pompei. Estorsioni al Bingo: chieste le condanne

08 Luglio 2017 Author :  

Estorsioni tra l’Agro nocerino sarnese e l’hinterland vesuviano, arrivano le prime richieste condanne mosse dal pm Giuseppe Cimmarotta che ha chiesto 12 anni e sei mesi, oltre al pagamento di 16mila euro di multa, per Luigi Di Martino alias Giggino ‘o profeta e Giovanni Cesarano, sei anni e otto mesi per Nicola Esposito detto ‘o mostro, più 14 mila euro di multa, e quattro anni e sei mesi per Fiorentino Di Maio con una multa di 14mila euro di multa. Nell’udienza del 5 luglio scorso, inoltre, è stato ascoltato Gaetano Moxedano, socio in affari dello scafatese Pietro Palomba, il 46enne titolare della sala bingo di via Pasquale Vitiello. Il gruppo che deve rispondere di associazione per delinquere di stampo camorristico per gli episodi di estorsione avvenuti tra il 2010 e 2016 e che hanno riguardato imprenditori di Scafati, Pompei e Castellammare di Stabia. Lo scorso inverno, infatti, Gennaro Ridosso, Roberto Cenatiempo, Luigi Ridosso (1986), Salvatore Ridosso, Antonio Michele Matrone, figlio del vecchio boss “Franchino ‘a belva”, Fiorentino Di Maio, il reggente del clan Cesarano di Pompei-Castellammare di Stabia, Luigi Di Martino alias Giggino ‘o profeta, Nicola Esposito detto ‘o mostro, Giovanni Cesarano, Francesco Paolo D'Aniello, Alfonso Morello, Vincenzo Pisacane e Dario Andrea Spinelli erano finiti al centro di una complessa attività investigativa. Restano confermate le misure interdittive per Giacomo Casciello, Giovanni Immediato e Mario Sabatino, risultati intestatari di società fittizie, per conto del clan operante nel Salernitano, con cui si imponeva il servizio di pulizia a grandi aziende e ai titolari delle sale Bingo di Scafati e Pompei.

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