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Scafati: fondi all'associazione e assunzioni al Piano di zona, l'inchiesta della Dda

20 Luglio 2017 Author :  

Una nuova alba di controlli e perquisizioni, quella di ieri mattina a Scafati quando gli uomini dell'antimafia di Salerno, coordinati dal pm Vincenzo Montemurro, si sono recati a casa dell'ex assessore del comune di Scafati, Diego Chirico e di sua moglie, Roberta Iovine, proprio a ridosso del Corso Nazionale, in via Fermi. Nello stesso momento, la Dia di Salerno ha fatto anche visita all'ex coordinatrice del Piano di Zona Maddalena Di somma, nella sua casa in una traversa di via Passanti. Nel mirino dell'antimafia, questa volta, sono finite le assunzioni nell'ambito ed i pagamenti effettuati dal Piano di Zona dell'Agro di cui Maddalena Di somma era coordinatrice. La professionista, dirigente comunale, infatti era stata nominata con decreto firmato dall'ex sindaco Pasquale Aliberti al piano di zona nel corso degli ultimi anni, con numerosi i rinnovi e poi, dopo lo scioglimento del Comune di Scafati per infiltrazione camorristica, era stata nominata nuovamente a capo del Piano di Zona Angri - Scafati. Di somma però aveva deciso di dimettersi qualche giorno fa, proprio perché probabilmente cercava la serenità necessaria per difendersi dalle accuse a suo carico. La professionista infatti, è indagata proprio insieme all'ex assessore Diego Chirico e a sua moglie Roberta Iovine.

LE ASSUNZIONI - Nel mirino dell'antimafia, il nome di Roberta Iovine era arrivato quando si iniziavano a spulciare tutte le assunzioni effettuate senza bando al piano di zona dell'Agro. La psicologa Scafatese era stata assunta poco dopo la campagna elettorale del 2013, attraverso i cosiddetti "accordi territoriali di genere" con un avviso pubblico lampo e poi, il suo contratto era stato in più occasioni rinnovato, stando a quanto emerge dai riscontri effettuati già in passato dalla Guardia di Finanza della compagnia di Scafati e poi ripercorsi dalla Dda di Salerno. L'ex assessore Diego Chirico all'epoca dei fatti sedeva nella giunta di Pasquale Aliberti. Gli inquirenti stanno cercando di capire se ci sono state pressioni politiche alla base di questa assunzione. Gli inquirenti hanno anche verificato altre assunzioni che si sono tenute attraverso agenzia interinale Tempor, al Piano di Zona, e tra cui sono figurati molti volti noti nell'ambito politico, non solo Scafatese, nel corso degli anni. Dalle perquisizioni effettuate questa mattina per circa un'ora e mezza nelle case dei tre indagati, sono stati recuperati dei contratti di lavoro, documentazioni relative ad appalti e assunzioni. Inoltre i carabinieri hanno anche effettuato dei controlli in merito all'associazione Accademia dell'anima che nel 2013 aveva svolto attività di volontariato retribuito nei centri polifunzionali per anziani del Comune di Scafati proprio per conto del Piano di Zona. Infatti, sono stati effettuati dei pagamenti o meglio, degli impegni di spesa, nei confronti di questa associazione guidata proprio dall'allora candidato al consiglio comunale, Diego Chirico. L'avvocato infatti, risultò uno dei candidati più votati ed entrò di diritto nel consiglio comunale a fianco del sindaco Pasquale Aliberti a cui è stato fedele fino agli ultimi giorni e lo è, tuttora oggi.

L'ASSOCIAZIONE E I FONDI SOSPETTI - Un documento del 2013, testimonia i pagamenti per l'associazione proprio a firma del responsabile del settore Maddalena Di somma. I pagamenti si riferiscono ad attività svolte tra marzo e maggio 2013, a seguito della documentazione giustificativa presentata dal presidente Chirico, dell'ADA Associazione Accademia dell'anima che ha sede legale proprio in via Fermi. Gli impegni di spesa ammonterebbero a circa a €10000, ma proprio questi dati sono tutt'ora al vaglio degli inquirenti. La documentazione relativa agli ultimi tre indagati (Chirico, Iovine e Di Somma), nell'ambito dell'operazione Sarastra, potrebbe aggiungersi al quadro accusatorio che il pm Vincenzo Montemurro presenterà entro il 29 luglio al giudice del riesame per ottenere l'arresto dell'ex sindaco di Scafati Pasquale Aliberti per voto di scambio politico mafioso. Con le perquisizioni di questa mattina salgono a 20 gli indagati dell'operazione dell'antimafia che da 2 anni sta scuotendo la politica Scafatese e gli ambienti della criminalità organizzata.

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