È stato scarcerato e rimesso agli arresti domiciliari in accoglimento dell'Appello presentato dai suoi legali Antonio Matrone, detto “Michele”, figlio del boss “Franchino a’ belva". Lo scafatese è coinvolto nell'indagine dell’antimafia di Salerno per accuse di associazione camorristica di tipo armato finalizzata alle estorsioni ai danni degli imprenditori dell'Agro, all’usura e alla ricettazione e all'imposizione dei videogiochi. Matrone è tornato a casa in regime di restrizione domiciliare. Nell'inchiesta, coinvolti anche Alfonso Loreto, Ridosso Gennaro, Luigi, Romolo e Salvatore, Giovanni Cesarano, Pasquale Loreto e Francesco Matrone, Roberto Cenatiempo, Rosalia Clatti, Gaetano Criscuolo alias “Mesopotamia”, Francesco Paolo D’Aniello, Giuseppe lodo alias "Peppe o’ killer”, Luigi DI Martino alias “Gigino o ’ profeta", Alfonso Morello alias “o ’ Balanzone”, Giuseppe Morello, Francesco Nocera alias “cecchetto’’, Antonio Palma, Vincenzo Pisacane alias ‘‘Coccodè", Giuseppe Ricco detto ‘‘Pinuccio o’ foggiano”. Tra gli episodi contestati, anche le estorsioni al “Re Bingo” di Pompei gestito dai fratelli Moxedano.