Nella giornata di oggi i militari della stazione di Vietri sul Mare, agli ordini del comandante Gerardo Ferrentino, hanno dato esecuzione a due misure cautelari in carcere nei confronti di due uomini, entrambi di Cetara, ritenuti responsabili di abusi sessuali, perpetrati nel tempo, nei confronti di diversi minori tra i 14 e i 15 anni. Il provvedimento del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Salerno su richiesta della Procura della Repubblica a conclusione dell’attività d’indagine scaturita da alcune denunce.
IL FATTO - Offriva €20 ai ragazzini di un campetto sportivo per ottenere deL piacere sessuale. È stato arrestato L. B., trentasettenne di Cetara preso con l'accusa di pedofilia. L'uomo è ricoverato a Villa Chiarugi perché ritenuto incapace di intendere e di volere. Anche un cinquantasettenne, L. A., è finito nel mirino degli inquirenti ed è in una cella di isolamento in carcere. Ad emettere i provvedimenti il gip Stefano Berni Canani di Salerno. I genitori di Cetara si erano scagliati contro uno dei due, già in diverse occasioni perché il trentasettenne in particolare, era una vecchia conoscenza in termini di atteggiamenti strani e aveva fatto notare la sua devianza in varie occasioni. Tutto era arrivato ad una svolta quando poi uno dei genitori ha trovato un bambino e l'uomo in un bagno insieme e di conseguenza erano scattate le botte per il 37enne. Quando le forze dell'ordine hanno iniziato ad accertare cosa stesse accadendo, è stato scoperto anche il coinvolgimento di un 57enne e sono scattati gli arresti per entrambi.
LA MOZIONE DIMENTICATA DI SILVIA GIORDANO (M5S)- Non si fermano le violenze sui minori e l’ultimo caso accertato a Cetara è gravissimo.
L’unica cosa che resta al palo è la mozione presentata a mia firma contro la pedofilia. Mozione che da ben quattro anni giace in cassetto ben nascosto del Governo, impegnato in campagne elettorali continue e mai a debellare uno dei problemi più sentiti della società moderna.
Nel 2013 ho chiesto al Governo di non tagliare le risorse per garantire i diritti sanciti dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, potenziando servizi sociali, lotta contro l’abbandono scolastico, contrasto alla povertà e accesso alla prevenzione e alle cure sanitarie soprattutto per i minori che vivono in un contesto di povertà relativa e assoluta.
Ho chiesto di aumentare il sostegno finanziario a favore delle famiglie a basso reddito, sia italiane che straniere, e di promuovere, di concerto con gli enti locali, campagne di sensibilizzazione a tappeto.
L’anno successivo, in occasione della Giornata contro la pedofilia, ho insistito, con una seconda mozione, nel chiedere l’esclusione del beneficio degli arresti domiciliari e il patteggiamento per gli accusati di pedofilia , l’istituzione di corsi di formazione nelle scuole per i docenti e il personale amministrativo e di un “punto di ascolto” all’interno delle scuole per alunni e genitori.
In entrambi i casi ho chiesto di valutare la possibilità di istituire una banca dati nazionale per il censimento dei minori in condizione di residenzialità assistita sul territorio nazionale.
Ma tutto ciò è rimasto lettera morta. E, mentre i grandi partiti politici si preparano ad affrontare l’ennesima campagna elettorale, i mezzi di contrasto alla pedofilia sono ancora un’illusione.