Chi sono i creditori di Scafati sviluppo? Il tribunale ordinario di Nocera Inferiore così come relazionato dai curatori fallimentari Bruno Meoli e Giovanni Faggiano, ha indicato tutti quelli che sono i creditori della società che gestiva la reindustrializzazione dell'area ex Copmes che ha dichiarato fallimento oramai da qualche mese. Rispetto alle richieste effettuate sono diversi gli esclusi tra i creditori appartenenti all'ambito degli imprenditori, cittadini e amministratori che hanno chiesto somme che, secondo i curatori fallimentari, non hanno diritto ad avere. Quello che emerge subito è che saranno tantissimi i contenziosi che si svilupperanno per la società e quindi, alla fine il rischio è che sarà accumulato un debito ancora più alto rispetto ai 6 milioni e 548 mila euro di crediti che ancora la società deve saldare. Ma chi sono i creditori di Scafati Sviluppo?
I CREDITORI DELLA STU TRA ESCLUSI E “VOLTI NOTI” - Tra i creditori ci sono imprenditori che hanno versato la cauzione oppure la caparra per la società di loro proprietà e per l'acquisto di capannoni. In particolare poi, ci sono gli avvocati che dovranno riscuotere un bel po' di soldi. Tra le società che non hanno ricevuto l'okay per il credito presentato ce ne sono alcune molto ben note. Esclusi dal credito anche alcuni amministratori come per esempio Pasquale De Quattro oppure il consulente in ambito fiscale Vincenzo Sicignano che avevano chiesto rispettivamente 30mila e 4mila euro. Anche il presidente del collegio sindacale Massimiliano Granata si è visto approvare soltanto i crediti di €95000 rispetto a 125000 presentati in richiesta così come Ferdinando Voccia, revisore dei conti che ne riscuoterà al massimo 40 mila. Antonio Mariniello, ex presidente Stu, invece aveva richiesto €20000 per le sue prestazioni da febbraio 2014 a giugno 2016 ma la sua richiesta è stata esclusa. Maria Gabriella Camera, nominata responsabile unico del procedimento per la realizzazione del progetto, aveva ottenuto un incarico verso la società e per cui ha presentato la richiesta da €110000. I curatori fallimentari hanno però deciso di non accoglierla in quanto la sua nomina sarebbe stato illegittima e lo stesso contratto sarebbe quindi nullo. Anche il Comune di Scafati non riceverà i suoi €485000 che deve avere dalla società. Questo perché dovranno prima essere soddisfatti gli altri creditori. Escluso anche il pagamento per Giovanni Cannavacciuolo, ex presidente della Stu e del collegio sindacale in passato che doveva avere dalla società circa €80000. Inoltre bisognerà anche saldare i debiti nei confronti di Inps €2700 circa, o Inail che non sono solo per fortuna grosse cifre. Tra le società che hanno avuto un danno maggiore e non riscuoteranno il credito vantato a meno che non presenteranno opposizione rispetto allo stato effettuato dai curatori, ci sono la Michelangelo Ambiente di Sant'Antonio Abate per i curatori che hanno respinto la domanda da €87000, la Nobili per cui è stata respinta la richiesta di €265000. Poi c'è la società Food pack di Scafati che avrebbe richiesto invece €165000 e la cui domanda è stata esclusa. Poi c'è Alimeca di Benevento che dovrebbe riscuotere €267000 ma i curatori hanno deciso per il rigetto della domanda. In più la Bosco Real di Boscoreale per €108000, la Visco Matic per 59mila euro circa. Escluse anche la società di Domenico Madonna, la Idal group di Casola di Napoli per €208000 e il debito della ATI mista Mavi costruzioni. Per quanto concerne questa società si parla di un debito di circa 3 milioni e 540 mila euro, che dovrebbe avere rispetto allo stato finale ed al collaudo fatto dalla società. Dalle prove tecniche emerse e presentate ai curatori hanno deciso per il rigetto perché non hanno la facoltà di verificarne la compatibilità.
"CHI HA SBAGLIATO PAGHI", LA NOTA DEL MOVIMENTO 5 STELLE - “Milioni e milioni di debiti, di cui vogliamo siano perseguite le responsabilità penali e soprattutto civili. Ai responsabili chiediamo siano sequestrati i beni prima che corrano ai ripari. Ai politici fa più paura perdere i soldi che la galera. Sul piano politico gli ex amministratori alibertiani, consiglieri e amministratori dovrebbero farete un messaggio culpa pubblico. Inps, Inail, Camera di Commercio, Agenzia delle Entrate, il Comune stesso tra i creditori, oltre i tanti privati che avevano creduto in loro, hanno tradito tutti. Non hanno pagato quasi nessuno, un record hanno fatto peggio di Artioli e la sinistra, che con la Ex-copmes fecero i "fatti loro" ma almeno lasciarono in eredità l'area Ex-Alcatel alla Comunità Scafatese, loro invece l'hanno consegnata in mano al Tribunale Fallimentare – si legge nella nota di Scafati in movimento - Interessante sarebbe capire anche chi è stato pagato perché lo è stato, perché tra le imprese ci sarà chi ha avuto un suo ritorno, E cosa hanno dato in cambio? Oltre il versante politico vanno perseguiti anche i dirigenti comunali che sono stati il braccio operativo di questa politica fallimentare, asserviti ad un modus operandi politicamente criminale, complici di questo disastro, alcuni siedono ancora beatamente sulle loro poltrone”. Già all'epoca del fallimento Scafati in movimento aveva protocollato alla Triade commissariale la richiesta di azione contro coloro considerati responsabili del fallimento. Ora la richiesta viene ampiamente rinnovata. Nella richiesta si leggeva: “Il 13 aprile 2017 la società di trasformazione urbana Scafati Sviluppo spa, partecipata interamente comunale, è stata dichiarata fallita e 11 ottobre 2017 la Corte d'Appello di Salerno ha respinto il ricorso avverso il fallimento di Scafati Sviluppo. Riteniamo che dalla sentenza della Corte di Appello emergono evidenti responsabilità degli amministratori che l'hanno gestita. Abbiamo ufficialmente richiesto a mezzo protocollo diretto alla Commissione Straordinaria di perseguire in nome e per conto della comunità scafatese i responsabili del fallimento di Scafati Sviluppo. Chiediamo di segnalare a tutti gli organi preposti, ognuno per propria competenza civile e penale, quanti e chi siano i responsabili del disastro nei confronti del popolo scafatese.
Inoltre abbiamo inviato tramite email oltre la copia della sentenza, anche la visura storica contenente tutti i nomi degli amministratori che si sono succeduti nella gestione di Scafati Sviluppo.
Chi ha sbagliato paghi. Vogliamo sapere i nomi dei responsabili. Avevano un bene, una proprietà che ora è invece è nelle mani del tribunale fallimentare. Quella della Ex-copmes è un fallimento politico prima di tutto. Uno sguardo lo diamo anche al presente e dunque ci chiediamo: il nuovo cda nominato dalla Commissione cosa sta facendo? Quanto ci costa? Perché non si nomina un amministratore unico e si tagliano poltrone e compensi? Le figure professionali legate ad Aliberti (il deus di questo fallimento) sono ancora lì? Se sì, perché ? Facciamo chiarezza non vogliamo che ci sia presentato solo il conto”.