Le accuse
Gli indagati sono accusati di numerose richieste estorsive ed atti intimidatori (incendi, pestaggi, esplosioni di colpi di arma e altro) posti in atto tra il 2014 e il 2016, ai danni di commercianti e imprenditori della zona. Accertato anche l'utilizzo di armi da fuoco, comuni e da guerra, tra cui anche Kalashnikov AK47, completo di due caricatori e del munizionamento, trovato e sequestrato il16 gennaio del 2015 in un fondo agricolo di uno degli indagati. Secondo gli inquirenti al vertice dell’organizzazione c’era Pietro Desiderio, con funzioni di promotore capo ed organizzatore del sodali.