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Scafati. Spaccio di droga all’interno del carcere di Porto Azzurro: assolto l'agente di polizia penitenziaria scafatese

15 Dicembre 2018 Author :  

Scafati. Agente di polizia penitenziaria scafatese processato per spaccio per droga all’interno del carcere di Porto Azzurro. L’attività investigativa aveva portato alla luce un traffico illecito di droga all’interno del carcere dell’isola d’Elba iniziato nel lontano 2014. Il sistema di spaccio secondo fonti confidenziali veniva gestito da due agenti di giovane età, uno dei quali di origine campana, di nome Mimmo che avrebbero introdotto sostanza stupefacente dietro compenso di denaro, attraverso la complicità di alcuni familiari di detenuti, che effettuavano accreditamenti su carte di credito prepagate intestate a terzi e che usavano delle sim che poi venivano distrutte dopo pochi giorni di utilizzo.
Al vertice di questo sistema di spaccio c’era l’agente di Scafati trentacinquenne Puolo Domenico, che si serviva di due minori Ottaviano Michele ed Autiero Samuel figli di due agenti penitenziari e che usavano il garage in uso ai loro genitori, all’interno della cittadella, per occultare lo stupefacente.
Gli inquirenti intercettato che Puolo Domenico aveva rapporti illeciti con altra figura di spicco dell’area nocerino sarnese quell’Alfonso Ferrante, infermiere presso l’ospedale di Sarno passato agli onori delle cronache giudiziarie perché sebbene condannato per associazione finalizzata allo spaccio con conseguente interdizione perpetua dai pubblici uffici era stato assunto presso il presidio ospedaliero mandando nei guai tutte le gerarchie sanitarie del tempo.
Tra l’altro lo stesso qualche anno fa era stato mandato a processo per un traffico di medicinali rubati all’ospedale di Sarno e coinvolto in una vicenda di truffe ai danni dello stato che di recente ha patteggiato la pena.
La difesa dell’imputato ha dimostrato che la droga di cui si parlava nelle conversazioni era finalizzato all’uso personale.
Difeso dall’avvocato Gennaro De Gennaro l’agente penitenziario è stato assolto con formula piena ed ora potrà ritornare in servizio dopo la fine di un lungo calvario giudiziario e tre anni di sospensione.

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