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Salerno. Camorra: concorso esterno associazione mafiosa, due nei guai

19 Dicembre 2018 Author :  

La Guardia di Finanza di Salerno, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia, questa mattina, ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Salerno nei confronti dell'imprenditore Giovanni Attanasio e del pregiudicato Enrico Bisogni. Con lo stesso provvedimento sono stati disposti gli arresti domiciliari per Sergio La Rocca, stretto collaboratore di Attanasio, nonché il sequestro di beni per un valore di 220mila euro nei confronti di quest'ultimo e di ulteriori 70.000 euro nei confronti di un ulteriore indagato. Le indagini hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza in ordine all'esistenza di un'associazione per delinquere finalizzata alla commissione di delitti di riciclaggio, di intestazione fittizia di beni, di false attestazioni all' Autorità Giudiziaria e di reati tributari. Nei confronti di una delle principali società di lavoro interinale, la Lavoro.doc, le Fiamme Gialle salernitane avevano già accertato un'ingente evasione fiscale, per la quale nell'estate del 2015 era stato disposto ed eseguito il sequestro preventivo di un patrimonio nella disponibilità di Attanasio per un valore iniziale di oltre 8 milioni di euro, costituito da immobili, azioni, conti correnti, denaro contante, orologi preziosi e quadri d'autore, poi ridotto per effetto di successivi pagamenti di crediti vantati dall'Amministrazione finanziaria. L'accumulo di tale patrimonio. secondo le ipotesi investigative, è stata possibile, sia attraverso la sistematica evasione fiscale del gruppo facente capo all'indagato, accertata in oltre 70 milioni di euro, sia grazie all'appoggio del clan camorristico Pecoraro-Renna. L'indagato Enrico Bisogni, già detenuto per altra causa, ed accusato di essere il capo di un gruppo criminale che agiva in continuità con il clan Pecoraro-Renna, ha avuto un ruolo di primaria importanza all'interno delle società dell'indagato Attanasio. Infatti, nella S.V.A., società cooperativa riconducibile al ad Attanasio, in qualità di addetto alla distribuzione dell'abbigliamento antinfortunistico, aveva acquisito di fatto un'autonomia decisionale sul reclutamento e sull'impiego dei dipendenti del gruppo delle società facenti capo ad Attanasio. Nel corso delle indagini è emerso che Enrico Bisogni aveva procurato attestati falsi di impiego lavorativo a numerosi pregiudicati destinati ad essere prodotti all' Autorità Giudiziaria al fine di ottenere benefici in sede di esecuzione della pena. Le attività imprenditoriali di Giovanni Attanasio si sono nel tempo estese da Pontecagnano Faiano (SA), sede principale dei suoi affari, in molte altre province italiane (Ancona, Avellino, Bari, Catania, Napoli, Prato, Parma, Trapani, Varese e Vicenza). Più di recente si sono registrati investimenti in Danimarca e in Estonia.

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