Il Comune compra l'area del lungofiume, adesso sarà possibile la riqualificazione. Martedì prossimo all'ordine del giorno del consiglio comunale è fissata la "Controversia giudiziaria lungo fiume Foce - Approvazione schema di atto di transazione". A fornire spiegazioni più dettagliate sulla conclusione della vertenza è stata l'assessore al contenzioso Eutilia Viscardi "L’intenzione del Sindaco e dell’Amministrazione è quella di restituire il lungofiume di Foce alla cittadinanza, un vero paradiso ambientale, in modo da provvedere anche ai lavori di manutenzione e di abbellimento dell’area, nonché transigere il contenzioso in atto -ha riferito Viscardi- La situazione è paradossale e l’inizio della storia parte da molti anni fa. Una coppia di privati, negli anni novanta acquistò alcuni fondi che costeggiano il Fiume Sarno; successivamente, nel maggio del 2002, ottenne una concessione edilizia per la costruzione di un immobile. Su questi fondi, ritenuti erroneamente di proprietà demaniali, negli anni 2004 e 2005, su proposta dell' Commissario Delegato per il superamento dell’emergenza del fiume Sarno, venivano avviati alcuni lavori di risanamento e riqualificazione. I proprietari si rivolsero allora al Tribunale Regionale delle Acque per ottenere la rimozione di quanto realizzato, la restituzione dell’area, oltre che il risarcimento dei danni. Nel luglio del 2013, la loro domanda veniva accolta, con condanna del Commissario nonché del Comune di Sarno. I proprietari, alla fine del 2017, hanno iniziato un altro giudizio per il risarcimento dei danni subiti, chiedendo circa 100 mila euro. Contro la Sentenza del Tribunale delle Acque, la precedente Amministrazione non proponeva appello e quindi il diritto di proprietà dei privati non può più essere messo in discussione. Di recente, con l’Assessore Emilia Esposito e gli uffici abbiamo incontrato più volte i privati, raggiungendo un accordo che sarà sottoposto all’attenzione dei Consiglieri Comunali per l’approvazione il 15 Gennaio. I privati rinunciano al loro diritto di costruire, cedono al Comune una superficie complessiva di mq. 5.392, unitamente al manufatto edilizio, rinunciano al contenzioso ed al risarcimento di 100 mila euro, accettando in cambio il pagamento delle spese legali e del 10% di quanto richiesto. Il prezzo degli immobili è pari a 300mila euro ed è stato determinato da una perizia dall’Ingegnere Aniello Casola, Dirigente Comunale".