di Danilo Ruggiero
SARNO. «E’ irrilevante che Villa Fiscone sia in stato di degrado. Il bene resta sottoposto a dichiarazione di particolare interesse storico-culturale». Il Tar respinge il ricorso dei privati contro il Ministero per la revisione del vincolo emesso nel 1928. Bocciata anche la richiesta di annullamento del Puc del Comune di Sarno. Dal Tribunale Amministrativo Regionale di Salerno arriva un doppia stangata per il gruppo di privati proprietari del complesso immobiliare di via Sodano, conosciuto come “Villa Fiscone”. L’edificio, un tempo location di incontri per il Gotha della politica locale, era l’antica residenza della famiglia di Michelangelo Capua, ossia l’ex sindaco e protagonista della vita politica della città per oltre un trentennio. La sua costruzione risale a oltre cento anni fa e, durante il secolo scorso, la struttura è stata spesso utilizzata anche per ricevimenti, banchetti o cerimonie. Poi, negli ultimi venticinque anni, la villa è finita in decadimento fino a quando un gruppo di privati ha deciso di ristrutturarla e rimetterla sul mercato immobiliare. Tuttavia, a causa di vincoli urbanistici e storico-paesaggistici, i privati sono dovuti ricorrere al Tar di Salerno per ottenerne l’annullamento. All’esito della discussione dei due procedimenti, distinti e separati tra di loro, il Tribunale salernitano ha respinto sia il ricorso presentato contro il Ministero dei Beni Culturali che il ricorso contro l’Ente municipale di Palazzo San Francesco. Nella fattispecie, con un primo ricorso, la società di privati aveva chiesto al Tar l'annullamento del provvedimento con cui la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino aveva respinto l'istanza di rinnovo del procedimento di dichiarazione dei beni volta alla revisione del vincolo storico tutelato dal Regio decreto del 18 giugno 1928 e dal Codice dei Beni culturali del 2004. Secondo il Tar, bene ha fatto la Soprintendenza nell’escludere la revisione del vincolo, assumendo che la richiesta dei privati non ha tenuto conto «Dell'originario giardino che si evince dalle immagini storiche del complesso architettonico riportato su alcune immagini d’epoca». Altresì, per i giudici, «Non rileva in senso contrario il fatto che l’area in questione sia allo stato in una condizione di abbandono, dal momento che precedenti pronunce hanno avuto modo di precisare come la situazione di degrado di un bene, oggetto di tutela, sia del tutto irrilevante ai fini dell'eventuale rimozione del vincolo». Con il secondo ricorso, invece, i privati avevano chiesto l’annullamento del Puc del Comune di Sarno approvato nel 2014, poiché, in tale strumento, la proprietà è stata inserita in “Zona residenziale B Satura”, e l'annullamento del diniego del permesso di costruire in riscontro alla richiesta di effettuare una ristrutturazione dell’immobile. L’Ente municipale, difeso in giudizio dall'avvocato Antonio Vecchione, ha ottenuto una sentenza di rigetto del ricorso sicché «Villa Fiscone è sottoposta a vincolo monumentale sin dal 1941. Tale zonizzazione e vincolo non è stato oggetto di censure pertinenti,. Pertanto, le correlate prescrizioni resistono alle censure della società ricorrente e giustificano la decisione di sospendere l’esame dell’istanza del Permesso di costruire».