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Sarno. Mancato completamento area industriale: la Giaguaro chiede danni al Comune e all'ex Agroinvest

07 Giugno 2022 Author :  

Il colosso conserviero Giaguaro rifà causa al Comune di Sarno e all’ex Agroinvest per il mancato completamento dell’area industriale. In primo grado l’azienda di via ingegno aveva ottenuto dal Tribunale una sentenza a favore.

Ora, però, la società insiste nel chiedere un danno di immagine da 19 milioni di euro all’Ente municipale guidato dal sindaco Giuseppe Canfora. Nuove rogne nell’area Pip di Sarno: dopo lo “stop” forzato ai lavori di completamento dell’area industriale, causato da un contenzioso tra l’ex Agroinvest e una ditta che anni fa si aggiudicò i lavori, le vertenze non sembrano mai finire. La ditta che, questa volta, minaccia seriamente le finanze del Comune e dell’Agenzia per lo Sviluppo, guidata dall’amministratore unico Raffaele Franco, è la Giaguaro SpA, la società leader del settore conserviero ed élite della Borsa italiana. L’industria della famiglia Franzese, difesa dall’avvocato Enzo Maria Marenghi, già con un primo ricorso al Tar di Salerno aveva richiesto un risarcimento danni da 19,5 milioni per responsabilità relative all’inadempimento delle obbligazioni assunte per la realizzazione del Pip. Nello specifico, la maxi richiesta dell’industria conserviera era legata al mancato completamento di tutte le opere di urbanizzazione nella zona industriale. Secondo la ricorrente i ritardi accumulati nell’ultimazione dei lavori avrebbero causato ingenti danni di immagine e all’attività produttiva. Il primo grado si chiuse con una sentenza che accoglieva solo parzialmente il ricorso e ridimensionava l’entità del lucro cessante risarcibile in 614 mila euro a fronte di una richiesta di 19 milioni e mezzo di euro. Tale somma, tuttavia, come stabilito dal Tribunale amministrativo di Salerno, è da compensarsi con un credito residuo a favore dell’ex Agroinvest, a titolo di corrispettivo dell’assegnazione dei lotti Pip di via Ingegno, per l’importo di 1 milione e 590 mila euro. L’industria conserviera, non soddisfatta dell’esito della sentenza, ha proposto un nuovo ricorso al Consiglio di Stato sulla stessa materia del contendere. Secondo la ricorrente i ritardi accumulati nell’ultimazione dei lavori avevano causato ingenti danni di immagine e all’attività produttiva. In primo grado di giudizio, però, la Giaguaro avrebbe provato solo parzialmente il nesso causale tra il ritardo attuativo del Pip (con riferimento ai ritardi per realizzazione delle reti idrico - fognaria, elettrica, del gas, telefonica e di illuminazione) e il lucro cessante procurato alla produzione dell’azienda di conserve alimentari. Questa volta l’azienda di via Ingegno proverà a convincere i giudici di Palazzo Spada che la mancata realizzazione dell’area industriale- ancor 'oggi in fase di completamento dopo tanti anni di attesa- ha provocato seri danni all’attività e che il giusto ristoro da corrispondere ammonta a svariati milioni di euro. L’amministrazione comunale del sindaco Giuseppe Canfora ha deciso di costituirsi in giudizio, a difesa delle ragioni dell’Ente e dell’Agenzia per lo Sviluppo, incaricando l’avvocato Angelo Bonito.

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