Stampa questa pagina

Falda e inquinamento, il Comitato 'No vasche, no inquinamento': “Servono controlli, non panico”

10 Maggio 2026 Author :  

Negli ultimi giorni il tema della qualità delle acque di falda nell’Agro è tornato al centro del dibattito pubblico, soprattutto dopo la diffusione dei dati emersi dagli studi dell’Università Federico II. Un argomento delicato, che riguarda la salute pubblica, la tutela ambientale e il futuro dell’agricoltura del territorio, e che proprio per questo richiede equilibrio, chiarezza e responsabilità.

Da una parte emerge la necessità di monitoraggi continui e bonifiche dove necessario; dall’altra cresce la preoccupazione che una comunicazione eccessivamente allarmistica possa generare conseguenze economiche e sociali pesanti, come già accaduto in altre realtà campane.

Sul tema interviene il Comitato “No Vasche, No Inquinamento”, che segue la questione ambientale fin dal 2015 e invita a distinguere tra dati tecnici, limiti normativi e reali rischi per la popolazione.

"Come Comitato "No Vasche, No Inquinamento", seguiamo la questione dal 2015, quando il Prof. Ortolani spiegò chiaramente come la contaminazione partita da Montoro nel 2013 si stesse spostando verso il bacino del Sarno. Oggi i dati dell'Università Federico II confermano quei timori, ma è fondamentale leggere i numeri con onestà intellettuale. - spiega Emiddio Ventre -
Facciamo chiarezza sui limiti di legge:
In Italia abbiamo una delle legislazioni più restrittive al mondo per le acque di falda (ambiente), ma dobbiamo distinguere:
Limite Falda (Ambiente): 1,1 µg/l. È un limite precauzionale severissimo.
Limite Acqua Potabile (Rubinetto/Bottiglia): 10 µg/l.
Limite OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità): 40 µg/l.
Dire che i valori sono "3 o 30 volte superiori alla norma" in falda significa parlare di circa 3 o 30 µg/l. Un dato che richiede attenzione e bonifiche, ma che è ancora molto al di sotto di quanto la legge e la scienza ritengono sicuro per il consumo umano (10-40 µg/l).

Perché non vogliamo l'allarmismo?

Perché l'allarmismo ingiustificato produce disastri come a Solofra e Montoro: pozzi chiusi da 12 anni per valori che all'epoca erano sotto soglia 10, mai bonificati, con un danno enorme per la comunità. Non vogliamo che l'Agro faccia la stessa fine.
Il vero nodo: la prevenzione e l'origine dei veleni.
Come auditor ambientale ho fatto una verifica ambientale su un sito che stavano bonificando nei pressi del Lago di Varese in Lombardia dove i valori erano 1000 volte superiori alla norma, questo si che è un dato allarmante.

Invece di rincorrere l'emergenza, dobbiamo chiederci: come arriva l'inquinante in falda?
Scarichi abusivi: Aziende che sversano direttamente nel sottosuolo.
Infrastrutture carenti: Strade e autostrade prive di sistemi di raccolta delle acque di prima pioggia, che trascinano oli e carburanti in falda, discariche abusive e forse pure quelle autorizzate.

Chiediamo controlli serrati e prevenzione strutturale, non chiusure sommarie che ci farebbero solo del male con il rischio di togliere l'acqua all'agricoltura e alle aziende.

La tutela della risorsa idrica si fa con la manutenzione e la vigilanza, non con il panico", conclude Ventre.

Il dibattito resta aperto, ma un punto appare condiviso: la qualità dell’acqua va difesa con interventi concreti, controlli rigorosi e prevenzione, evitando sia sottovalutazioni sia inutili allarmismi che rischiano di colpire cittadini, agricoltori e imprese del territorio.