Gravissimo episodio ai danni del candidato sindaco Pasquale Mauri che denuncia una vile aggressione sotto casa: “Colpita la memoria di mia moglie, un limite che nessuno può oltrepassare”
Nelle scorse ore, verso circa le 16:00, il candidato sindaco Pasquale Mauri è stato vittima di una gravissima aggressione sotto la propria abitazione.
Un uomo lo ha atteso sotto casa e, non appena lo ha visto, ha iniziato a urlare con forza il suo nome e cognome, bloccandolo e dando vita a una violenta aggressione verbale, con insulti e provocazioni continue, fino a infangare la memoria della sua famiglia e, in maniera particolarmente vile, quella della sua compianta moglie.
L’aggressore aveva con sé un oggetto non identificato. Al di là di questo elemento, ciò che ha maggiormente colpito per brutalità è stato il contenuto delle offese pronunciate, in un contesto che, secondo i presenti, appariva chiaramente orientato a provocare una reazione e a trascinare Pasquale Mauri in una possibile colluttazione.
La scena è avvenuta davanti a numerosi testimoni. Diversi residenti si sono affacciati dai balconi richiamati dalle urla, mentre alcune persone sono uscite dalle attività commerciali presenti in zona assistendo direttamente a quanto accaduto.
La dinamica dell’episodio rende il quadro ancora più inquietante. Durante quei momenti, sono state notate anche altre persone a distanza, alcune persino in motorino, intente a riprendere la scena, quasi nell’attesa di catturare immagini utili a trasformare un momento di tensione e dolore in contenuto da far circolare, nella speranza di ottenere qualcosa di “virale”.
Pasquale Mauri ha scelto di non rispondere alle provocazioni, mantenendo lucidità e sangue freddo nonostante la gravità dell’accaduto. Determinante è stato anche l’intervento del figlio Roberto, che con grande equilibrio ha contribuito a impedire che la situazione degenerasse ulteriormente.
Sul posto sono intervenuti la Polizia Municipale e i Carabinieri. La denuncia è stata formalmente presentata affinché venga fatta piena luce sull’accaduto e siano accertate tutte le responsabilità.
“Esistono confini che non possono essere superati. Il confronto politico, anche quello più duro, non può mai trasformarsi in odio personale, intimidazione o fango gettato contro gli affetti più sacri. Colpire la memoria di una persona che non c’è più significa toccare il punto più basso della dignità umana. Confido nel lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura.”
Pasquale Mauri invita tutta la comunità a respingere con fermezza ogni forma di violenza, provocazione e barbarie verbale, difendendo il rispetto umano prima ancora del confronto politico.
- Pasquale Mauri