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Longola brucia ancora: un nuovo attacco alla cultura e alla memoria di un territorio

21 Giugno 2026 Author :  

Non è più possibile parlare di fatalità. Non è più possibile rifugiarsi dietro il linguaggio prudente delle coincidenze. Quando un sito archeologico viene colpito due volte nel giro di pochi giorni, la domanda che tutti dovrebbero porsi è una sola: chi vuole cancellare la storia di Longola?

Dopo il devastante incendio che nei giorni scorsi ha distrutto l'infopoint, raso al suolo i laboratori didattici e danneggiato le strutture di servizio del Parco archeologico naturalistico di Longola, oggi un nuovo rogo è tornato a colpire uno dei patrimoni culturali più importanti dell'area vesuviana. Un fatto gravissimo che alimenta rabbia, sdegno e preoccupazione.

Solo il tempestivo intervento dei vigili del fuoco aveva evitato che il primo incendio provocasse danni ancora più irreparabili. Eppure, mentre il territorio cercava di rialzarsi e di comprendere la portata dell'accaduto, le fiamme sono tornate a divampare in pieno giorno all'interno dell'area archeologica di Poggiomarino.

Un episodio che assume contorni ancora più inquietanti perché avviene a poche ore dalla visita del prefetto di Napoli, Michele Di Bari, giunto sul posto per testimoniare la vicinanza delle istituzioni dopo il primo devastante rogo. Una presenza simbolica e concreta che avrebbe dovuto rappresentare un segnale di attenzione e tutela. Invece, la risposta è stata un nuovo incendio.

Sul posto sono intervenuti nuovamente i vigili del fuoco, impegnati nelle operazioni di spegnimento e contenimento delle fiamme, supportati dagli uomini della polizia municipale. La notizia è stata immediatamente comunicata al prefetto e alla commissione straordinaria che guida il Comune di Poggiomarino dopo lo scioglimento dell'ente per infiltrazioni della criminalità organizzata.

Longola non è soltanto un parco archeologico. È un simbolo. È la testimonianza unica di un insediamento protostorico che racconta le origini e l'identità di un intero territorio. Colpire Longola significa colpire la memoria collettiva, il patrimonio culturale, le opportunità di crescita e di riscatto di una comunità che da anni lotta per valorizzare le proprie eccellenze.

Per questo motivo quanto sta accadendo non può essere archiviato come una semplice emergenza ambientale. Se qualcuno sta cercando di piegare questo luogo attraverso la distruzione, la risposta deve essere ancora più forte. Servono verità, controlli, responsabilità e una presenza costante dello Stato.

Perché quando brucia un sito come Longola non vanno in fumo soltanto strutture e servizi. Brucia un pezzo di storia. Brucia il lavoro di chi ogni giorno difende la cultura. Brucia il diritto di una comunità a custodire e tramandare il proprio passato.

E davanti a tutto questo, il silenzio non è più accettabile.

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