L'ex capogruppo di Forza Italia, Maria Rosaria Aliberti, interviene sulle recenti vicende giudiziarie che coinvolgono il Comune di Sarno, puntando l'attenzione sulla gestione del contenzioso legale dell'ente e sulle conseguenze economiche che, a suo dire, ricadono sulla collettività.
"Il comune continua a perdere milioni. E alla fine a pagare sono sempre i cittadini.
Il mese scorso abbiamo scoperto che il Comune di Sarno non ha proposto il ricorso per Cassazione contro una sentenza che lo condannava a oltre 6 milioni di euro.
Oggi leggiamo un'altra ordinanza della Corte di Cassazione. Questa volta il ricorso è stato presentato, ma è stato dichiarato inammissibile per errori processuali. In sostanza, la Corte non ha potuto nemmeno esaminare la questione nel merito.
Due vicende diverse. Ma che raccontano entrambe la stessa storia.
Una storia fatta di contenziosi gestiti male, di occasioni processuali perdute e di conseguenze economiche che ricadono sempre sulle casse comunali.
Entrambe le vicende pongono una domanda che non può più essere evitata: come è stato gestito il contenzioso del Comune di Sarno in questi anni?
La vicenda dei cartelloni nasce nel 2019. Quella della sentenza da oltre 6 milioni di euro si conclude, di fatto, con una sentenza dimenticata in un cassetto fino alla scadenza dei termini per il ricorso in Cassazione. Entrambe maturano durante la lunga stagione amministrativa che ha governato Sarno dal 2014 fino allo scioglimento del Comune.
Per anni ci è stato raccontato che tutto era sotto controllo, che tutto era gestito da amministratori esperti e competenti. Oggi quella stagione presenta il conto. Non con le parole.
Ma con gli atti. Con le sentenze. Con milioni di euro che rischiano di uscire dalle casse comunali.
Questo deve preoccupare tutti. Perché quei milioni non sono numeri. Sono soldi dei cittadini.
Chi ha amministrato questa città deve avere il coraggio di assumersi la responsabilità del proprio operato.
Perché la politica non serve a prendersi i meriti quando arrivano i finanziamenti. Serve, soprattutto, ad assumersi le responsabilità quando gli errori costano milioni di euro alla collettività.
I danni non li pagano i sindaci. Non li pagano gli assessori. Li pagano i cittadini di Sarno.
Per questo oggi non servono slogan né passerelle. Chi ha amministrato questa città per oltre dieci anni ha il dovere di spiegare ai cittadini come è stato gestito il contenzioso del Comune e perché oggi emergono vicende che espongono Sarno a conseguenze economiche così pesanti.
Perché una sentenza si può perdere. Quello che una città non può permettersi di perdere è la capacità di difendere i propri interessi.
E, purtroppo, è proprio questo che, da troppo tempo, manca a Sarno".