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Sarno, vasche anti-frana invase da sterpaglie e rifiuti: parte la pulizia urgente

22 Luglio 2026 Author :  

La Commissione straordinaria approva il protocollo con la Regione Campania. Gli interventi saranno eseguiti dalla SMA, mentre il Comune dovrà provvedere alla rimozione e allo smaltimento dei rifiuti Non semplici aree verdi da ripulire, ma opere realizzate per proteggere Sarno dal rischio di nuove alluvioni e colate di fango. A ventotto anni dalla tragedia del 5 maggio 1998, alcune vasche di laminazione e diversi canali della fascia pedemontana versano in condizioni di grave degrado: sterpaglie, arbusti, alberi, vegetazione infestante, detriti e soprattutto rifiuti hanno progressivamente occupato gli invasi e ostacolato il regolare deflusso delle acque.
La Commissione straordinaria che amministra il Comune di Sarno ha approvato, con deliberazione immediatamente eseguibile del 14 luglio 2026, il protocollo d’intesa con la Regione Campania per avviare i servizi preliminari di pulizia e decespugliamento delle vasche e dei canali presenti sul territorio comunale.
Si tratta delle opere idrauliche costruite nell’ambito degli interventi di messa in sicurezza realizzati dopo gli eventi franosi e alluvionali del 5 e 6 maggio 1998. Vasche di contenimento, canali e altre infrastrutture poste a presidio delle zone ai piedi delle montagne, progettate per rallentare e raccogliere acqua, fango e materiale detritico prima che possano raggiungere le aree abitate.
Secondo quanto riportato negli atti comunali, il progressivo accumulo di detriti e la presenza diffusa di vegetazione infestante rischiano di comprometterne l’efficienza idraulica. Una situazione che non riguarda soltanto il decoro o l’igiene dei luoghi, ma investe direttamente la sicurezza della popolazione e la capacità delle opere di svolgere la funzione per la quale furono costruite.
Il nuovo protocollo riguarda dunque vasche e canali che non risultano già compresi in quel programma. La Regione Campania, preso atto del cattivo stato di alcuni siti, ha deciso di finanziare una prima attività di pulizia e decespugliamento attraverso la propria società in house SMA Campania.e
La Regione eseguirà gratuitamente i servizi preliminari, utilizzando le risorse del programma regionale per il ripristino e l’adeguamento funzionale degli alvei e delle opere di difesa del suolo.
L’avvio concreto delle operazioni dovrà essere disposto con uno specifico ordine di servizio regionale. Gli interventi riguarderanno esclusivamente le vasche e i canali individuati durante il tavolo tecnico e avranno, almeno in questa fase, carattere occasionale.
Sul Comune di Sarno ricadranno invece tutti gli obblighi collegati alla presenza dei rifiuti. L’amministrazione dovrà occuparsi del carico, del trasporto e del conferimento del materiale rinvenuto durante le operazioni di pulizia.
Il protocollo disciplina anche l’ipotesi più delicata: qualora, movimentando il terreno all’interno degli invasi o nelle aree vicine, dovessero emergere rifiuti potenzialmente pericolosi, i lavori saranno immediatamente sospesi. Spetterà al Comune informare gli enti competenti, mettere in sicurezza l’area e avviare, a proprie spese, le procedure di caratterizzazione e rimozione.
Il Comune dovrà inoltre garantire l’accesso ai siti, ottenere eventuali autorizzazioni dai proprietari dei terreni, assicurare il supporto della Polizia municipale e controllare, al termine degli interventi, il regolare deflusso delle acque.
La pulizia straordinaria rappresenta un primo passo, ma non risolve definitivamente il problema. Lo stesso protocollo impegna il Comune ad attivarsi, anche insieme al Consorzio di Bonifica, per programmare interventi periodici e continuativi sulle vasche e sui canali.
Il degrado accumulato nel tempo dimostra infatti quanto sia necessario garantire controlli costanti su opere che costituiscono una parte essenziale del sistema di protezione civile della città. Lasciare che le vasche vengano occupate da alberi, vegetazione, detriti e rifiuti significa ridurne progressivamente la capacità di contenimento e aumentare il rischio di smottamenti e allagamenti nelle zone sottostanti.
A Sarno il ricordo della tragedia del 1998 non può essere separato dalla manutenzione delle infrastrutture costruite negli anni successivi. La loro efficienza non rappresenta una questione secondaria, ma una condizione indispensabile per la sicurezza del territorio e dei cittadini.