Preoccupazione per i possibili aumenti della TARI, attenzione ai conti della società e dubbi sulle nuove nomine e sulle procedure di affidamento. È quanto solleva il consigliere comunale del gruppo Scafati Rinasce, Gennaro Avagnano, che chiede all’Amministrazione maggiore chiarezza sulle scelte e sulle priorità.
Al centro della riflessione ci sono innanzitutto le prime bollette TARI che stanno arrivando in questi giorni e le proteste manifestate dai cittadini anche attraverso i social. Avagnano evidenzia inoltre la perdita di quasi mezzo milione di euro registrata dalla società nel primo semestre, chiedendo che il dato venga attentamente valutato in relazione alla gestione economica e finanziaria e alle prospettive future.
Il consigliere pone poi l’attenzione sulle nuove nomine e sulle procedure relative agli affidamenti, richiamando quanto emerge dai verbali dei Consigli di Amministrazione: dopo la nomina del presidente, sarebbe infatti necessario procedere anche alla nomina del direttore generale. Al tempo stesso, Avagnano chiede chiarimenti sulla scelta di modificare la Centrale Unica di Committenza, utilizzando quella del Comune per gli affidamenti e gli appalti sopra soglia.
Nel suo intervento, il consigliere sottolinea la necessità di riportare al centro dell’azione amministrativa i bisogni concreti della cittadinanza, a partire dal contenimento dei costi e dalla tutela delle famiglie.
«Una preoccupazione che in questi giorni sta emergendo con sempre maggiore forza tra i cittadini. - dichiara il consigliere comunale del gruppo Scafati Rinasce Gennaro Avagnano -
Stanno arrivando le prime bollette TARI e si parla già di possibili aumenti, tanto che sui social sono numerose le proteste e le preoccupazioni. Ritengo che questo debba essere un campanello d’allarme per l’Amministrazione.
Non vorrei che le risorse destinate a feste, festini e altre spese tutt’altro che prioritarie, invece di essere utilizzate per sostenere le famiglie e prevedere eventuali sgravi sulla TARI, finiscano per pesare ulteriormente sulle tasche dei cittadini.
A questo si aggiunge un altro elemento che non può essere ignorato: la società ha riportato nel primo semestre una perdita di quasi mezzo milione di euro. Un dato che deve necessariamente far riflettere sulla gestione economica e finanziaria e sulle prospettive per il futuro.
Ora, dopo la nomina del presidente, dai verbali dei Consigli di Amministrazione emerge inoltre la necessità di procedere alla nomina del direttore generale. E non si comprende nemmeno per quale motivo si voglia modificare la Centrale Unica di Committenza, utilizzando quella del Comune per gli affidamenti e gli appalti sopra soglia.
È una situazione sulla quale sarebbe doveroso fare chiarezza, soprattutto perché, prima di procedere con nuove nomine, incarichi e affidamenti, sarebbe opportuno spiegare ai cittadini quali siano le reali priorità.
Una cosa, però, deve essere chiara: è assolutamente impensabile che nel prossimo PEF possano essere previsti ulteriori aumenti a carico dei cittadini. La città e le famiglie non meritano di pagare il prezzo di una gestione che non riesce a mantenere i conti in equilibrio.
Dopo essersi occupati di poltrone, incarichi e affidamenti, sarebbe finalmente il caso che l’Amministrazione si occupasse dei bisogni concreti dei cittadini: della TARI, dei servizi, delle famiglie e della necessità di utilizzare le risorse pubbliche con responsabilità e buon senso.
Le priorità devono essere queste: contenere i costi, eliminare gli sprechi, tutelare le famiglie e garantire una gestione rigorosa e trasparente delle risorse pubbliche.
I cittadini meritano risposte, non nuove poltrone.»