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Spettacolo. “fattarielle e ‘nciuce”. “Ogni star è bell’ a’ mamma soja”, l'aneddoto sulla grandissima Sophia Loren

05 Novembre 2022 Author :  

di Francesco Apicella 

“ Nell’estate del 1966” racconta Sophia Loren nel suo bellissimo libro autobiografico “Ieri, oggi, domani-La mia vita” “mi ritrovai per la seconda volta su un set cinematografico con l’attore egiziano Omar Sharif, con cui avevo già lavorato nel 1964 nella pellicola “La caduta dell’impero romano”. Giravamo tra la Puglia, il Lazio e la Campania il film “C’era una volta”, una deliziosa fiaba in costume, diretta da Francesco Rosi, uno dei migliori registi italiani. Omar, oltre ad essere un bell’uomo e un grande attore, era un tipo pieno di vita e di spirito, un vulcano di idee. (Era laureato in matematica e fisica ed era uno dei più affermati giocatori di bridge del mondo n.d.r). Anche se in punti opposti, eravamo nati entrambi sulle sponde del Mediterraneo e di questo magico “mare” condividevamo i profumi, i colori, la solarità e lo spirito ironico. Un giorno, davanti allo squallido “cestino” che la produzione passava agli attori per il pranzo, Omar alzò al cielo i suoi begli occhi neri e sospirò:”Ma come si fa a mangiare questa schifezza? Ci vorrebbero le melanzane di mia madre….”. Scoppiai a ridere e rilanciai:”Sapessi quanto sono buone quelle che fa la mia…le più buone del mondo!”. Piccato per l’allusione palese che mia madre fosse una cuoca più brava della sua, rispose orgoglioso:” Oh no, Sophia, su tutto il resto non ho dubbi, Romilda sarà pure un’ottima cuoca, ma sulle melanzane non ci sono dubbi: quelle di mia madre sono insuperabili!” “Ah, sì, vogliamo scommettere?” dissi, lanciandogli uno sguardo di sfida. “Scommettiamo!” mi rispose, sicuro di sè. Chiamò sua madre in Egitto e le propose di venirlo a trovare a Roma, senza spiegarle il perché. Lei accettò l’invito con grande piacere, felice di poter stare un po’ accanto al figlio che non vedeva quasi mai. Lui, da bravo figlio affettuoso, la portò in giro a vedere le bellezze di Roma, la riempì di attenzioni, le fece conoscere i suoi amici italiani e, poi, di punto in bianco, con nonchalance , sferrò il colpo finale:”Mamma, la settimana prossima ceniamo con Sophia, sua madre e la troupe. Prepareresti le tue melanzane?”. La signora accettò di buon grado e prese la richiesta molto sul serio, girò tutti i banchetti del mercato, comperando solo le melanzane più belle…una qui, una là…. Mammina, invece, giocava in casa e non ci fu bisogno di prepararla più di tanto. La sera della gara culinaria, convocammo le due ignare cuoche e le mettemmo alla prova, improvvisando una giuria di fortuna, scalcagnata ma motivata da un robusto appetito. Non fu facile scegliere la vincitrice perché entrambe erano due cuoche eccezionali e il piatto che dovevano preparare era lo stesso:melanzane alla parmigiana. Sia quelle puteolane che quelle egiziane, coperte da una crosticina dorata, croccante e appetitosa, le melanzane, intrise di profumi e di sapori, si scioglievano in bocca ed erano una gioia per il palato e lo stomaco. Finalmente, dopo giorni e giorni di panini gommosi e insapori, mangiammo come si deve, spazzolandoci tutto quello che c’era in tavola. Alla fine, dopo una lunga discussione,solo per un soffio la palma della vittoria toccò alla signora Sharif. Mammina però non se la prese per la sconfitta. In quella mamma egiziana, simpatica, affettuosa e calorosa, aveva trovato un’amica. La sera mi confessò ridendo:”Avimmo parlato sulamente ‘e vuje. Pecchè ogni star è bell’a’ mamma soja”. Ho voluto omaggiare la nostra grande Sophia Loren, attrice di straordinario talento, simpatica, squisitamente sensibile, generosa e dotata di un’innata umanità, con questo delizioso aneddoto che la lettura del suo libro mi ha regalato;lo dedico a lei e, soprattutto, alla memoria della signora Romilda Villani, la sua splendida mamma, donna di classe, di grande fascino e luminosa bellezza, nonché valente pianista. Una madre affettuosa, a 360 gradi, con un intuito acuto e una grande volontà….una madre tenace che, confidando nelle capacità artistiche di sua figlia Sophia, aveva speso tutte le sue energie per aiutarla a diventare, nel mondo del cinema, la grande star internazionale che tutti noi conosciamo: una delle attrici più belle, più brave e più amate del mondo, di sicuro la più premiata di tutte (solo per la sua interpretazione intensa, commossa e commovente nel film “La ciociara”, Sophia ha vinto 21 premi, fra cui l’ambitissima statuetta dell’Oscar n.d.r). Jean Gabin, il famoso attore francese, prima di girare con lei, nel 1974, il film “L’accusa è: violenza carnale e omicidio”, con la regia di Andrè Cayatte, disse alla stampa:” Prima di morire, voglio girare un film con l’attrice più brava del mondo, non con la più famosa, che è Liz Taylor, ma con Sophia Loren che, per me, è la migliore.”. Ho visto Sophia nel suo ultimo film:”La vita davanti a sé”e, anche se invecchiata dal trucco e dal passare del tempo, è sempre bellissima, unica e quanto mai brava! Sono d’accordo con Jean Gabin e auguro alla signora Loren di godere sempre di buona salute, di godersi il meglio della vita e di tornare ancora ad emozionarci dal grande schermo.

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