SCAFATI. Una bomba fa saltare in aria l’auto di un noto pregiudicato nel quartiere Mariconda. Nella notte, ignoti hanno posizionato una bomba carta sotto l’auto di Andrea Spinelli, alias Dariuccio, noto pregiudicato scafatese arrestato nell’ambito dell’operazione Transalp e coinvolto nelle indagini per l’arresto del mafioso palermitano Giuseppe Mulè, il latitante arrestato a Scafati alcuni anni fa mentre si nascondeva proprio nell’abitazione di Spinelli.
Nella notte tra giovedì e venerdì ignoti hanno posizionato l’ordigno sotto la sua auto un fuoristrada parcheggiato in piazza Michelangelo Buonarroti, nelle palazzine popolari di Mariconda. La bomba ha distrutto il veicolo del pregiudicato, attualmente titolare di un bar nella frazione di San Pietro a Scafati, e mandato in frantumi i vetri di altre sei vetture parcheggiate accanto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Tenenza di Scafati, e quelli del comando gruppo di Nocera coordinati dal maggiore Enrico Calandro. Si indaga sulla matrice del gesto che ha il chiaro sapore di un avvertimento al pregiudicato scafatese e sui legami che quest’ultimo ha intessuto ultimamente nell’ambito della criminalità. Naturalmente la vittima dell’intimidazione non ha saputo fornire agli inquirenti indizi sull’origine dell’attentato ai suoi danni.
Gli inquirenti hanno interrogato alcuni testimoni oculari che pare abbiano visto allontanarsi qualcuno dal luogo dell’attentato. E’ l’ennesimo ordigno esplosivo piazzato negli ultimi due anni. Dieci le bombe esplose dal 2012 ad oggi, la penultima davanti la casa di famiglia del consigliere comunale del Pd, Vittorio D’Alessandro a fine ottobre.
Spinelli fu arrestato nell’ambito dell’operazione Transalp che portò la DDA a debellare un nascente clan nato sotto l’ègida di Francesco Matrone, alias ‘a belva, (poi assolto in quel processo). GLi inquirenti bloccarono il gruppo di adepti che aveva messo a segno una serie di estorsioni ai danni di commercianti e imprenditori impegnati in opere pubbliche sul territorio di Scafati. Dariuccio Spinelli faceva parte di quel gruppo tanto che fu condannato, seppure ad una pena mite con rito abbreviato, per alcune delle estorsioni provate dalla pubblica accusa.
Alla luce dei suoi precedenti l’attentato messo a segno nella scorsa notte ha il sapore di un avvertimento nato nell’ambito della criminalità organizzata e messo a segno da un gruppo dominante. Ma su questo dovranno indagare i carabinieri della locale tenenza.