Sul monte Bonadies, buongiorno, durante la civiltà longobarda, fu costruito per volere del principe Arechi II, il Castello, che prende il nome del committente, come fortezza difensiva della capitale del ducato. La struttura andava a modificare un edificio già esistente di epoca bizantina, rinforzandone le mura esterne e sopraelevandole con merlatura al fine di diventare inespugnabile ed irraggiungibile dal nemico. L’impianto con torri collegate tra loro da ponti levatoio, tra cui laBastiglia, è caratterizzato da una pianta centrale attorno alla quale si muove l’intero complesso. Successivamente sia con i normanni che con gli aragonesi, il castello non subì corposi cambiamenti, confermandone la destinazione difensiva. Oggi, di proprietà della Provincia di Salerno, è un monumento storico di elevata importanza ed ospita il museo di armi (corazze, paraorecchi, lance), ceramica (anfore, brocche, vasi), vetro (bicchieri, calici con ricche decorazioni) e monete (zecca di Rouen, di Palermo e follari di Costantinopoli) per raccontare le guerre, la caccia, i rapporti commerciali nel medioevo e gli antichi mestieri svolti che rivivono in frammenti e oggetti di varie forme e colori. Una curiosità. La Ricciarda, tragedia di Ugo Foscolo è ambientata nel castello di Arechi.
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