Acca Srl, oltre 250 imprenditori all'Art Hotel Museo di Prato. Nunzio Giudice: "Il diritto di sciopero è sacrosanto, ma non può impedire il diritto di proprietà"
PRATO – Una conferenza stampa partecipata, con oltre 250 imprenditori presenti all'Art Hotel Museo di Prato, ha fatto da cornice agli ultimi sviluppi della vicenda che da oltre un mese interessa centinaia di aziende del comparto del pronto moda, impossibilitate a ritirare la merce custodita presso Acca Srl a causa del presidio sindacale organizzato dal Sudd Cobas.
L'iniziativa, promossa dall'avvocato Nunzio Giudice, ha rappresentato un momento di aggiornamento sugli sviluppi giudiziari e sulle iniziative legali intraprese a tutela degli imprenditori assistiti dallo studio.
Nel corso della conferenza è stato illustrato il contenuto dell'ordinanza emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Prato, provvedimento che costituisce un passaggio di particolare rilievo nell'evoluzione della vicenda. Il Giudice, infatti, ha ritenuto che il diritto di sciopero, pur essendo un diritto fondamentale costituzionalmente garantito, non possa essere esercitato in modo da comprimere altri diritti di pari rango, quali il diritto di proprietà e la libertà d'iniziativa economica di soggetti estranei alla vertenza.
Un principio che l'avvocato Nunzio Giudice aveva sostenuto sin dal primo giorno.
La conferenza è stata anche l'occasione per ripercorrere le numerose iniziative giudiziarie promosse dalla difesa: circa cento denunce presentate, ripetuti tentativi di consentire agli imprenditori il ritiro della merce e un costante confronto con la Procura della Repubblica e con le autorità competenti affinché fosse garantita l'applicazione della legge.
Nel dibattito è stato inoltre ricordato come, negli atti del procedimento, venga evidenziata la posizione degli imprenditori direttamente coinvolti, riconoscendo la rilevanza delle condotte denunciate nei loro confronti e la necessità di garantire tutela a chi, pur essendo completamente estraneo alla vertenza sindacale, ha subito le conseguenze del blocco dei magazzini.
Particolare attenzione è stata dedicata anche ai danni economici prodotti dal protrarsi della situazione. La merce bloccata – costituita in gran parte da capi destinati al mercato del pronto moda – è soggetta a una forte stagionalità e il ritardo nella distribuzione rischia di comprometterne definitivamente il valore commerciale, con ripercussioni sull'attività delle imprese, sull'occupazione e sull'intero comparto produttivo.
Nel corso dell'incontro è stato richiamato anche il recente provvedimento d'urgenza del Tribunale di Prato che ha disposto l'accesso ai magazzini per consentire il ritiro della merce, ulteriore elemento che conferma la necessità di tutelare i diritti degli imprenditori estranei al conflitto sindacale.
La dichiarazione dell'avvocato Nunzio Giudice
"Quello che oggi emerge dagli atti giudiziari è ciò che questa difesa sostiene sin dal primo giorno. Non siamo mai stati contro il diritto di sciopero, che considero un diritto costituzionalmente garantito e che continuerò sempre a difendere. Abbiamo però sempre detto che il diritto di sciopero non può trasformarsi in uno strumento capace di impedire ad altri cittadini l'esercizio del diritto di proprietà e della libertà d'impresa. Oggi questo principio trova un importante riconoscimento nel percorso giudiziario che si sta sviluppando. – dichiara l’avvocato Nunzio Giudice -
La politica non deve entrare in questa vicenda. Qui non si discutono ideologie o appartenenze, ma esclusivamente diritto e legalità. Da una parte ci sono lavoratori che esercitano un loro diritto; dall'altra ci sono oltre 400 imprenditori che rischiano di vedere compromessa la propria attività perché non possono ritirare beni regolarmente acquistati e pagati. Tra questi, 250 sono assistiti dal nostro studio.
Abbiamo sempre sostenuto che quando un picchetto impedisce materialmente ai proprietari di entrare nei magazzini e recuperare la propria merce, si supera il limite della legittima manifestazione. Le denunce che abbiamo presentato raccontano episodi di mezzi circondati, ingressi bloccati e imprenditori ai quali veniva impedito qualsiasi accesso. Una mia assistita è stata addirittura aggredita mentre tentava di recuperare il proprio furgone all'interno di Acca Srl, riportando lesioni gravissime. Su questi fatti confidiamo nell'accertamento della magistratura.
Abbiamo presentato circa cento denunce. Per tre volte ci siamo recati davanti ai cancelli di Acca Srl insieme ai nostri assistiti per consentire il ritiro della merce, ma ci è stato impedito l'accesso. Da quel momento è iniziato un percorso giudiziario che oggi registra passaggi di assoluto rilievo. Continueremo a percorrere esclusivamente la strada della legge.
Gli imprenditori del pronto moda sono completamente estranei alla vertenza tra Acca Srl e i lavoratori. Eppure sono quelli che stanno pagando il prezzo più alto. Parliamo di merce del valore di circa due milioni di euro, destinata a un mercato caratterizzato da una forte stagionalità. Ogni giorno di ritardo significa perdita di valore, danni economici, perdita di clienti e rischio concreto per la sopravvivenza delle aziende.
Desidero ringraziare la Procura della Repubblica, il Tribunale, le Forze dell'Ordine e tutti coloro che, nel rispetto dei rispettivi ruoli, stanno lavorando affinché venga fatta piena luce su questa vicenda. Ringrazio anche gli organi di informazione che stanno seguendo con attenzione questa battaglia di legalità. Continueremo a difendere i nostri assistiti in tutte le sedi competenti affinché venga garantito un principio semplice ma fondamentale: chi ha acquistato e pagato regolarmente la propria merce deve poterla ritirare”, conclude l’avvocato Nunzio Giudice.
La conferenza stampa si è conclusa con un lungo applauso degli imprenditori presenti, che hanno ribadito la volontà di proseguire il percorso giudiziario intrapreso dall'avvocato Nunzio Giudice, confidando in una rapida soluzione della vicenda nel pieno rispetto della legge e delle decisioni dell'autorità giudiziaria.