Tale condotta artificiosa ha così integrato la fattispecie di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, in quanto ha indotto in errore il Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria, facente capo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, determinandolo all’erogazione di un beneficio non dovuto sul presupposto ingannevole dell’esistenza dei requisiti richiesti dalla disciplina di settore.
Il G.I.P., aderendo alla richiesta di questa Procura, ha pertanto emesso il provvedimento di sequestro preventivo delle disponibilità finanziarie, dei beni mobili e immobili nella titolarità della società e dei suoi amministratori fino a concorrenza dell’importo dei finanziamenti illegittimamente erogato.
Gli esiti dell’attività d’indagine costituiscono un’ulteriore testimonianza del costante presidio economico-finanziario esercitato da questa Procura, in sinergia con i competenti Reparti della Guardia di Finanza, anche nel contrasto alle frodi nel settore dei contributi pubblici all’imprenditoria privata.