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Scafati/Vesuviani: spaccio, otto verso il processo
Poggiomarino. Spaccio di cocaina tra Poggiomarino e Scafati: richiesta di rinvio a giudizio per Salvatore De Rosa, alias ‘o turresiello, ras poggiomarinese e sette complici. Compariranno, nei prossimi giorni dinanzi al giudice per le udienze preliminari, Elisabetta Boccassini del tribunale di Salerno, Salvatore De Rosa, con Maria Rosaria Fiorillo, 44 anni di Scafati: il fratelo Raffaele Fiorillo, 35 anni residente a Poggiomarino, Angelo Manzo, alias ngiulillo dei pozzi, 55 anni originario di Boscoreale ma residente ad Angri; Gennaro Matrone, 40 anni di Poggiomarino, Ciro Miranda, 38 anni di Poggiomarino; Giovanni Padovano, 49 anni di Scafati, nipote di Tommaso Padovano - coinvolto nelle indagini, poi pentitosi, e deceduto -; e Salvatore Giuliano, 35 anni di Ercolano. Il pm della Dda Rosa Volpe aveva chiesto il processo per il gruppo che tra il 2007 e il 2007 gestiva le piazze di spaccio di cocaina tra Scafati e Poggiomarino. Un’indagine nata da alcuni sequestri di droga che avevano portato a pesanti condanne per i singoli episodi, come quella a carico di Tommaso Padovano, il pluripregiudicato originario di Torre Annunziata e trasferitosi insieme al nipote Giovanni, soprannominato ‘o scistaiuolo, a Scafati.
Padovano con i fratelli Fiorillo e Manzo sono accusati di avre organizzato un’associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti, mentre gli altri imputati rispondono di una serie di episodi di spaccio di stupefacenti. Tutti finirono nel blitz denominato Operazione Demon dei carabinieri della Tenenza di Scafati che ripulirono le piazze di spaccio dei due paesi delle province di Napoli e Salerno.
A gestire le piazze erano, in particolare Tommaso e Giovanni Padovano, zio e nipote, con l’ausilio del poggiomarinese De Rosa. Tra i padovano sono stati registrati nel corso delle indagini scambi di cocaina dai venti ai 50 grammi per volta. Commercializzavano fino a mezzo chilo di povere bianca ogni mese e in determinati periodi le quantità aumentavano fino ad un chilogrammo mensile. Dell'approvvigionamento si occupavano Padovano e i Fiorillo; Manzo era invece il custode della droga, che veniva poi data ai pusher coinvolti nell’indagini dei carabinieri scafati. Quell’informativa che è approdata anni fa alla Distrettuale antimafia di Salerno, ha portato all’apertura del processo che arriverà in udienza nei prossimi giorni. Il Gup Elisabetta Boccassini dovrà decidere sulle posizioni degli imputati, non è escluso che alcuni di essi possano avanzare richiesta di rito alternativo..

