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Piano di zona, Nocera contro Scafati
Nocera/Scafati. Piano di Zona: dura presa di posizione del comune di Nocera Inferiore contro Scafati. L’assessore alle politiche sociali, Ilario Capaldo, chiama a raccolta tutte le forze politiche, da destra a sinistra, affinché si invochi chiarezza nella gestione dei fondi regionali per il settore socio-sanitario che ogni anno confluiscono nelle casse del Piano di Zona Ambito S1. Troppe ombre, a suo avviso, nella distribuzione di tali fondi e alla vigilia della rendicontazione, che dovrà essere presentata a novembre, e dunque chiede di vederci chiaro e, soprattutto, chiede conto e ragione al sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti. Capaldo lo fa alla luce del mancato decollo a Nocera Inferiore, così come in altri comuni di ambito, di tanti servizi essenziali e del rischio di chiusura di alcune strutture create a favore dei minori, dei disabili e degli anziani. Nei giorni scorsi l'incontro presso l’ufficio regionale dei servizi sociali: aumenteranno i fondi a favore del settore socio-sanitario. Circa dieci milioni di euro in più. Una fetta consistente al piano di Zona S1, tra i più grandi della Campania,dovrebbe essere garantita, di qui il monito di mantenere alta la guardia su come saranno gestiti e distribuiti.. «Faccio appello a tutte le forze politiche, da destra a sinistra compreso il Movimento 5 Stelle – dice l’assessore Capaldo – affinché venga fatta chiarezza, una volta per tutte, sul Piano di Zona e su come sono stati gestiti i fondi fino ad oggi. Se a novembre dovrà essere presentata la rendicontazione, facciamo in modo che sia accompagnata da chiarezza sui servizi resi. In quali Comuni e daquali cooperative». Indice puntato contro Aliberti, reo, secondo Capaldo, di avere presentato ogni anno «una rendicontazione globale dell’ambito e non suddivisa per comune. Nel corso degli anni non sono stati garantiti servizi essenziali ad alcuni centridell’Agro. Vorrei sapere in quali sono stati spostati i fondi o se sono stati spesi diversamente. Chiarezza anche sulle nuove assunzioni al Piano di Zona. In un anno, da sette il personale è passato
a 23 unità, mediante reclutamento presso agenzie interinali e con una spesa di 300mila euro all’anno. Ma soprattutto con procedure, a mio avviso, sballate, sulle quali occorre fare chiarezza».


