Scafati, bomba al bar: due nuovi arresti

Scafati. Mai più "chiusi per pizzo": nuove accuse per Carmine Alfano e Marcello Adini. I due, trovati con un'arma di tipo militare con ilk colpo in canna al centro commerciale Plaza, erano stati arrestati nella scorsa settimana. Giovedì, il giudice aveva scarcerato Adini lasciando invece in cella Alfano. Ieri poi la nuova accusa: i due non giravano solamente armati di una potente pistola con il colpo in canna ma provavano anche a fare delle estorsioni ai danni di commercianti scafatesi. Chi non pagava doveva aspettarsi il peggio. In un caso, addirittura una bomba carta. Tre giorni dopo l’arresto per porto illegale di armi e munizioni da guerra arriva un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso per Carmine Alfano, "Bim bum bam" o polvere di stelle, e il suo amico Marcello Adini. I due sono indagati per una tentata estorsione ai danni di un noto bar: quando il titolare si era negato il pagamento del pizzo, era arrivata prima la minaccia e poi la bomba davanti alla saracinesca. Il titolare del bar aveva negato di aver ricevuto pressioni ma gravi indizi erano emersi a carico di Carminuccio Alfano e del suo inseparabile guardaspalle, il 34enne pregiudicato Marcello Adini. Ieri le nuove accuse e i due di nuovo in cella: o meglio, Alfano ci resta e Adini, ritorna dentro dopo poche ore di libertà.

Rosaria Federico

[caption id="attachment_45797" align="alignnone" width="214"]Carmine Alfano Carmine Alfano[/caption]

[caption id="attachment_45796" align="alignnone" width="209"]Marcello Adini Marcello Adini[/caption]

ECCO IL COMUNICATO UFFICIALE:

Ieri pomeriggio, a Scafati (SA), i militari del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore (SA) hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere - emessa dal GIP del Tribunale di Salerno, su richiesta di questa Direzione Distrettuale Antimafia - nei confronti di 2 pregiudicati (uno dei quali già detenuto), ritenuti responsabili di “tentata estorsione” aggravata dal “metodo mafioso”. Il provvedimento restrittivo scaturisce da una complessa e articolata indagine, condotta dalla Sezione Operativa del cit. Reparto Territoriale, a seguito dell’attentato dinamitardo avvenuto il 25 luglio scorso ai danni di un noto bar del Centro Commerciale “Plaza” di Scafati. L’attività investigativa, svolta attraverso metodi tradizionali e mirati servizi dinamici, resi ancor più difficili a causa del contesto territoriale, ha consentito di accertare le responsabilità degli indagati in ordine a un tentativo di estorsione (3.000 euro mensili) ai danni del titolare e del gestore del suddetto esercizio. Le indagini proseguono per far luce su analoghi episodi verificatisi negli ultimi tempi nel territorio scafatese. Al riguardo, questa Procura Distrettuale evidenzia la pronta risposta dello Stato e assicura il massimo impegno, esortando i cittadini, i commercianti e gli imprenditori a collaborare senza esitazione con gli inquirenti per rendere più efficace l’azione di contrasto del racket delle estorsioni.

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