SCAFATI/AGRO. Appalti, usura e pizzo nell'Agro: arriva la svolta investigativa per far luce sugli affari del gruppo criminale Ridosso-Loreto. Sta raccontando agli inquirenti le sue verità su alcuni episodi criminali a cavallo tra Scafati, Pompei e l'Agro Vesuviano negli ultimi 10 anni. Potrebbe svelare le dinamiche tra politica e camorra, ma anche tra mondo imprenditoriale e sistema criminale nel territorio dell'Agro nocerino sarnese: il neo collaboratore di giustizia Alfonso Loreto, figlio dell'ex boss della Nuova famiglia Pasquale, rischia di diventare l'incubo di molti. A breve, altri esponenti del clan Ridosso-Loreto, potrebbero decidere di prendere la strada della collaborazione con le forze dell'ordine per chiarire la loro posizione. In queste ore intanto, si sta cercando infatti di far luce sulle estorsioni pagate perfino in assegni o attraverso l’affidamento di appalti di pulizie, per non contare l’usura. Il legame con il mondo imprenditoriale e politico emerge anche dall'episodio legato all'estorsione messa a segno da Alfonso e il padre Pasquale Loreto che avrebbero costretto un imprenditore conserviero di Scafati a cambiare un assegno di 3.000 euro di cui non c’era la copertura bancaria. Sempre i Loreto - padre e figlio - e Luigi Ridosso del 1986 avrebbero imposto allo stesso imprenditore conserviero la stipula di contratti per la pulizia post produzione della azienda con la ditta di pulizia “Delta service” del figlio del boss Loreto. Quando arrivò poi il connubio con il clan dei Ridosso, iniziò l'attività più proficua. Addirittura, insieme al padre Pasquale ed a Gennaro Ridosso, Loreto Jr chiese il pizzo di 25.000 euro per le festività natalizie ad un imprenditore conserviero scafatese finito nella loro rete e vicino al mondo della politica. Sempre lui ha avuto un ruolo cruciale nella richiesta e la riscossione della tangente ai danni della società che gestiva il parcheggio comunale, l'Aipa di Milano. Il pizzo da 30mila euro lo pagò materialmente Aurelio Voccia, considerato dal clan come uno dei referenti della società. Nel mirino degli inquirenti coordinati dal pm Maurizio Cardea del Tribunale di Salerno, ci sono anche gli appalti sulla vigilanza nei comuni dell'Agro nocerino sarnese e poi anche gli episodi di racket legati al business delle slot machines.


