Nel corso dell’operazione shock che nel 2010 sconvolse Cetara, vennero perquisite le abitazioni di 18 famiglie, sequestrati più di 50 computer e oltre 5mila supporti video, tra cd e dvd. Oltre i tanti accusati, in carcere andarono pure il padre e il fratello della presunta vittima ma adesso, dopo cinque anni, gli stessi pm titolari dell’indagini Cristina Giusti e Valleverdina Cassaniello hanno chiesto e ottenuto al gip l’archiviazione del caso.
In pratica è venuto a mancare tutto il teorema accusatorio «per insufficienza probatoria degli elementi raccolti». La fine di un incubo per padre e figlio, anche se la famiglia è ormai rotta con la ragazza che è andata via di casa e la moglie che lo ha lasciato. Il legale dei due ha chiesto un maxi risarcimento per i due ingiustamente detenuti e le cui vite sono andate distrutte.