Cava. Centro massaggi dell'orrore. Ieri gli interrogatori dei due accusati. «Non sapevo fosse minorenne», si giustifica Giuseppe Alfieri, 51 anni, accusato di violenza sessuale di gruppo; «Non ero a Cava quando si sono consumate le violenze», si difende Simeone Criscuoli, 47 anni, originario di Agerola ma residente a Vicenza. Così hanno risposto al gip i due arrestati nell’inchiesta sulle pratiche sessuali nel centro massaggi di via Talamo. Alfieri ha respinto con decisione l’accusa di stupro di gruppo del 17enne cavese, assumendo un atteggiamento collaborativo. La difesa degli arrestati. Dall’esame degli indagati sono emerse alcune contraddizioni sui fatti accaduti nel centro massaggi di Cava che meritano un approfondimento di indagine. L’altro indagato, Criscuolo, è stato più preciso nelle risposte, fornendo una spiegazione logistica alla sua innocenza, asserendo di trovarsi in tutt’altro luogo mentre – secondo la procura – il minorenne subiva le presunte violenze. Le accuse choc nell’ordinanza. Dall’ordinanza, però, emergono particolari raccapriccianti su quanto accadeva dietro l’insegna del centro massaggi.