Sarno. Una convenzione bloccata dal 2010 con Agroinvest, poi l’avvento di Canfora e l’annuncio di non prendere in considerazione nessuna partecipata ma di gestire l’area industriale in house in collaborazione con gli imprenditori. Ma purtroppo la promessa non è stata rispettata, l’amministrazione Canfora riaffida l’area industriale ad Agroinvest rivisitata e gli imprenditori sono sul piede di guerra: “Chi ha fatto questo passo si deve assumere le proprie responsabilità e non facciano ricadere ulteriori costi sulle imprese”. Gli imprenditori lanciano un grido di allarme e accusano l’amministrazione Canfora. A parlare a nome degli imprenditori sarnesi il presidente del Consorzio Cais Umberto Adiletta: “Dopo due anni di amministrazione hanno deciso di ridare la gestione dell’area Pip di Sarno ad una società che non è nient’altro che la vecchia Agroinvest sotto un altro nome. Altri due anni persi, siamo delusi dall’atteggiamento di questa amministrazione. Dopo un inizio promettente con la nuova amministrazione, che aveva le nostre stesse di idee, cioè quella di non affidare la gestione alla partecipata, e dopo aver intavolato una buona collaborazione tra Ente e imprenditori, all’improvviso il cambio di programma e il passo indietro. Abbiamo chiesto un incontro con il sindaco e i capigruppo, il giorno prima l’approvazione in consiglio dell’ennesimo colpo basso agli imprenditori dell’area pip di Sarno, ma all’incontro si sono presentati solo il sindaco, Giovanni Montoro, Giuseppe Agovino e Massimiliano Tresca. Un incontro per chiedere un ripensamento sulla decisione ma alla fine nulla è stato risolto, la delibera è stata approvata”. Ad oggi, dopo 14 anni dall’affidamento ad Agroinvest, resta ancora da completare l’asfalto su diverse strade, tra cui via Ingegno, l’impianto di gas metano non è stato mai previsto, la cabina elettrica fatta ma non è stato fatto l’allaccio e le aziende vanno avanti attraverso gruppi elettrogeni; la rete fognaria fatta ma mai fatto l’allaccio, su questo è stato sollecitato più volte il comune, ma purtroppo anche in questo non è stata data nessuna risposta. La realizzazione dell'area industriale è stata affidata ad Agro Invest spa a seguito della stipula della convenzione con il comune di Sarno nel 2002 e successivamente, rinnovata in data 12 dicembre 2007, ma ad oggi l’area risulta abbandonata. Lavori fatti in modo approssimativo, cumuli di rifiuti abbandonati abusivamente, l’area viene utilizzata come discarica, numerosi furti di tombini, erba altissima, insomma, le aspettative su quest’area erano ben diverse da quello che oggi effettivamente è diventata. Tanti i soldi investiti, ma del decollo dell’area industriale nemmeno l’ombra. Imprenditori, seri e validi, che hanno creduto fortemente nel progetto industriale di via Ingegno, sono venuti a Sarno ad investire e, oggi, dopo più di un decennio, si trovano nell’abbandono totale: l’area è un eterno cantiere aperto, dove l’illuminazione è inesistente, le fognature non funzionano, l’acqua non c’è, le strade malridotte, asfalto divelto e l'arredo rovinato, e intanto la politica continua a fare un passo avanti e dieci indietro.
IL PUNTO DI VISTA DELL'ASSESSORE DEA SQUILLANTE - "L'obiettivo di questa amministrazione è terminare le opere e rendere finalmente il Pip di Sarno il fiore all'occhiello di questa Città. Dopo più di dieci anni di incuria, la Convenzione tra l'Ente e l'Agenzia per lo Sviluppo della Valle del Sarno, approvata dal Consiglio Comunale lo scorso 21 luglio, deve guardarsi positivamente, con un'attenzione particolare alla "Cabina di Regia", di cui farà parte anche una rappresentanza degli imprenditori dell'area. Il primo passo dell'Amministrazione comunale sarà proprio convocare quest'ultima per confrontarsi con tutte le parti interessate, dare la precedenza alle priorità e alle necessità, anche degli imprenditori, ed iniziare quanto prima i lavori” commenta l'assessore al ramo Dea Squillante che spiega il punto di vista dell'amministrazione rispetto alla scelta della riconferma di AgroInvest.
IL NO ALLE PARTECIPATE DELL'AMMINISTRAZIONE CANFORA E IL PASSO INDIETRO DOPO DUE ANNI - Eppure, la scelta di riaffidare la gestione alla partecipata provinciale non entusiasma, nonostante tutto, gli imprenditori che vogliono risposte certe e tagliare i rapporti con quel che resta di AgroInvest. Invece dopo il consiglio comunale, arriva la solita vecchia faccia: AgroInvest, ancora tu. Eppure Canfora in campagna elettorale aveva detto di non volerne più sentir parlare. Forse il cambio del nome ha tratto gli amministratori sarnesi in confusione visto che all’inizio del governo avevano dichiarato di voler gestire il piano di insediamento produttivo in house.
IL DURO ATTACCO DELL'OPPOSIZIONE - Perché quindi aspettare due anni se poi si riparte da Agroinvest? Se lo chiedono anche i consiglieri di opposizione come Giuseppe Agovino, Forza Italia: “Tutto è il contrario di tutto per l’amministrazione Canfora. Sulla questione che riguarda la zona industriale, abbiamo chiesto diversi consigli comunali, abbiamo dato un atto d’indirizzo che obbligava l’ente a portare in house tutte le attività che competevano ad Agroinvest, lasciando a quest’ultima solo il contenzioso e il collaudo delle opere realizzate durante la sua farraginosa e poco produttiva permanenza – spiega - Correva il mese di marzo 2015, De Luca non era stato ancora eletto. Dopo le elezioni, spunta l’Agenzia per lo sviluppo del sistema territoriale della valle del Sarno. Stessa storia: non si tratta altro che della mera continuazione di Agroinvest, ma questa volta lo ‘stipendificio’ è targato De Luca. Così AgroInvest va bene? Non vale più l’ipotesi di gestione in house sempre sostenuta da Canfora & Co?”. Poi Agovino continua: “La convenzione presentata in aula era manchevole di un punto su tutti: il prezzo delle opere rimaneva sempre aleatorio e quindi agli imprenditori consegnavamo anche questa volta, un nulla di fatto ed inoltre per i nuovi lotti, da mettere a gara, si corre il rischio che nessuno partecipi perchè non conosce realmente il tetto dell’investimento. Sono tutti degli imprenditori che dovranno pagare ancora stipendi ad Amato e compagni – spiega - Uno dei punti simpatici della bozza di delibera è dove si dice, che la “presente non comporta nessun costo per l’ente e poi tutti a parlare del finanziamento, come se lo avessero gia’ pronto da spendere. Ricordo a tutti che le chiacchiere stanno a 5.000.000 di euro, ma i fatti stanno a zero. E De Luca di chiacchiere ne sa fare…” .Agovino per questi motivi ha votato contro così come Giovanni Montoro. Invece i consiglieri di opposizione Enrico Sirica (capogruppo Fdi), Toti Orza (Civica), Ignazio Ingenito (Fdi) e Sebastiano Odierna (Scelta civica) hanno abbandonato l’aula in segno di protesta. Quando infatti erano al governo, ricordano bene le “battaglie” del centrosinistra (oggi capeggiato da Canfora) sull’inutilità diAgroinvest. “Di nuovo carrozzoni politici: ancora una volta l'amministrazione Canfora fa i “balzelli”. Il pip di Sarno di nuovo affidato ad Agroinvest? Non è uno scherzo” dichiara Enrico Sirica, Fratelli d'Italia - “Nuovi costi a carico degli imprenditori ,la soluzione era la gestione in house del Pip, a cui vi era la promessa della regione Campania di concedere i finanziamenti, caldeggiata fortemente dal gruppo politico di Fratelli d'Italia-An. Ancora una volta il contrario di tutto, a danno degli imprenditori e della cittadinanza. No ai compromessi! Si allo sviluppo sano di chi ha coraggio tutti i giorni di investire nella città di Sarno senza secondi scopi o altri interessi”. E ancora Sirica: “Il consiglio comunale nel 2013 aveva votato per uscire da Agroinvest , invece nei giorni scorsi di nuovo il contrario di tutto: votare per restare in Agroinvest, e quindi nella nuova società nata con la fusione della Patto dell'agro e la vecchia partecipata. Noi diciamo no all'incoerenza. Questa era l'opportunità per far riappropriare la città, e quindi l'Ente Comune, della gestione diretta senza costi aggiuntivi dell'area Pip”.