Scafati/Castellammare. Loreto Jr: "Tutta la verità su omicidi e raid, ma salvate i miei cari"

20 Gennaio 2017 Author :  

"So che non sono in condizione di chiedere qualcosa, ma vi prego con il cuore in mano di garantire la massima tutela ai miei cari: ai miei figli, a mia moglie, mia madre e mia sorella, a me e anche per tutti i miei congiunti che saranno messi in grave pericolo dalla mia scelta. Anche mia figlia, la mia primogenita, fate in modo che venga allontanata da Scafati per il suo bene" con queste parole il 21 febbraio del 2016 Alfonso Loreto chiede ai pm Russo e Cardea di mettere in sicurezza i suoi cari perché "credetemi non ne sanno niente di queste cose, mi sono estranei proprio mentalmente"' in fede, Loreto Jr.

LA CONFESSIONE - Si chiama Alfonso Loreto ed è il figlio di Pasquale Loreto, ex boss della camorra scafatese. La sua collaborazione con la giustizia è nata proprio con lo scopo di far luce su quelle che sono le dinamiche della camorra a Scafati nella riorganizzazione dei clan dopo l'arresto di Franchino Matrone, detto a belva, e la caduta di gruppi emergenti. "Sono stato condannato per armi ed estorsione all'ottica Siano insieme a Salvatore Ridosso ed ammetto tutto quello per cui sono stato condannato. Voglio evitare altre sofferenze alla mia famiglia, quindi ho deciso di collaborare" spiega Loreto junior.

IL RACCONTO - "Faccio parte di un gruppo camorristico chiamato clan ridosso. All'inizio vi era anche Ferdinando Muollo, insieme a Salvatore Ridosso, Antonio Romano e Luigi u fumieri di Sant'Antonio Abate, poi ammazzato da Gioacchino Fontanella. Siamo alla fine degli anni 98 al 2001 ed io frequentavo Salvatore Ridosso e Luigi Ridosso. Vedevo quello che succedeva nel clan anche se non ne facevo ancora parte, infatti so che avevano il monopolio delle slot machine attraverso Antonio Sorrentino, detto il Rosso. Quando il padre di Romolo e Salvatore fu picchiato dei membri del clan D'Alessandro, loro arrivarono a Scafati e decisero di ammazzare chiesto aveva picchiato il padre. Per coprire quell'omicidio, Salvatore Ridosso scappò in Iugoslavia. Solo dopo la morte di Salvatore Ridosso, ucciso da Luigi Muollo e Valentino Manzi, il gruppo si cimenta con i figli nipoti di Romolo Ridosso che vogliono vendicare la morte del fratello e chiedono l'appoggio dei gruppi di Acerra. L'appoggio si esaurì dopo l'omicidio a Muollo, per una serie di promesse non mantenute sul controllo di Scafati.

LE ESTORSIONI - In quegli anni iniziarono le estorsioni e i Ridosso iniziarono il loro giro. "Avevamo la Delta service, giravano armati. Mio padre? Ci avevo litigato, non ne sapeva nulla" spiega Loreto junior. Nel 2007 nel 2008 il gruppo decide di interessarsi di nuovo al settore videopoker, quindi attraverso Luigi Ridosso trovammo un uomo di Castellammare ed una ditta che potevano fornire le macchinette ed iniziano ad imporci per un giro di affari da 4mila euro al mese. Oltre le attività estorsive classiche, veniva anche effettuata l'imposizione di rapporti con la proprie ditte ad alcune società. Al centro commerciale Plaza di Scafati, al Bingo di Scafati, di Pompei attraverso la ditta Italy service di Mario Sabatino, prestanome di Castellammare, tutto coordinato dei capi insieme a Roberto Cenatiempo che gestiva specchiettisti, vedette e appalti” spiega. Unico gruppo a cui ammette di essere collegato è quello di Ponte Persica rappresentato da Nicola Esposito e Gigino "il profeta".

OMICIDI -Loreto raccolta gli inquirenti anche dell'omicidio Faucitano i cui responsabili sarebbero due esponenti nel clan Aquino Annunziata. Inoltre Loreto racconta anche dell'omicidio di Francesco Fattorusso detto Spatuzzella. Era stato picchiato e poi ammazzato. Erano sempre coinvolti gli esponenti del clan Aquino Annunziata, così come per la bomba carta all'auto di Dario Spinelli. Erano "teste calde" che agivano a nome di Franchino Matrone e suo figlio, per le notizie avute da Loreto e di conseguenza, avevano già deciso che avrebbero sparato a quell'uomo del clan Aquino Annunziata, appena lui e Gennaro sarebbero usciti. Loreto Jr poi racconta quello che sa sulla aggressione a Raffaele Sangermano 'o ragno rosso. "Non volevano ucciderlo ma solo gambizzarlo, non so il perché" ma sa che c'era stato un litigio con un boss della vecchia guardia.

I DELITTI A CASTELLAMMARE - Infine Loreto racconta anche degli omicidi di Salvatore Polito, eseguiti dal clan Cesarano, quello di Luigi Busiello fatto dal gruppo Federico D'Auria per droga e poi ha svuotato il sacco sui delitti di Andrea Carotenuto, Generoso Di Lauro, Luigi Muollo e Salvatore Ridosso.

(continua)

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