Esclusa dalla partecipazione alla selezione a tempo determinato per 10 unità di servizi ecologici al Comune di Castel San Giorgio, chiede la condanna dell'ente al risarcimento ed inoltre vuole anche essere subito ammessa alla prova di idoneità con tanto di convocazione per il bando nei servizi ecologici: è una questione di diritti negati, quella di Sofia Esposito di Salerno, che non si arrende ed ha deciso di combattere. Dopo aver chiesto anche l'aiuto di Alessandro Di Battista nella sua visita a Scafati e dopo aver fatto una dura protesta sui ritardi e le presunte irregolarità commesse sul bando del servizio rifiuti al comune di Castel San Giorgio, Esposito sbarca in Tribunale.
La battaglia davanti al giudice del lavoro
Arriva il primo ricorso davanti al Tribunale del lavoro di Nocera Inferiore da parte della ex dipendente Sofia Esposito che assistita dagli avvocati Aniello Capuano e Luca Medugno ha chiesto al Comune di Castel San Giorgio di tornare sui suoi passi e riammetterla alla selezione oltre a risarcirle il danno subito.La ricorrente aveva ricevuto la convocazione per la prova di idoneità da svolgersi il 13 febbraio 2018 soltanto il 15 febbraio e quindi non aveva potuto partecipare alla selezione. Nonostante la presenza della avviso all'albo Pretorio in un arco temporale molto breve, l'Ente non ha voluto in alcun modo tornare sui suoi passi. In pratica, l'avviso di convocazione pubblicato albo pretorio è stato talmente poco tempo che è sfuggito a non poche persone. Adesso, questi lavoratori per far valere le proprie ragioni, devono ricorrere al tribunale. Quello che si chiede è semplicemente di vedere acclarato il proprio effettivo diritto all'assunzione, dopo l'espletamento della prova di idoneità a cui l'aspirante operatore ecologico non ha potuto partecipare per cause imputabili all'ente. In più la lavoratrice vuole anche il risarcimento del danno subito. La procedura è stata anche richiesta in urgenza vista la delicatezza di questo tema e anche il fatto che il comune nel frattempo sta continuando a svolgere la procedura ignorando i ritardi accumulati. L'aspirante operatrice ecologica ha anche chiesto il risarcimento dei danni per oltre 30mila euro, nonché la possibilità di partecipare alla selezione. A breve sarà fissata l'udienza davanti al Tribunale del lavoro