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Sarno, risolto il contratto per il fondo di Piana delle Vacche: il Comune revoca la locazione ai Graziano

10 Marzo 2026 Author :  

Il Comune di Sarno ha disposto la risoluzione del contratto di locazione relativo al fondo rustico di proprietà comunale ubicato in località Piana delle Vacche sul Monte Saro. Il provvedimento è contenuto nella determinazione n. 17/2026 del 27 gennaio 2026, adottata dal Responsabile del Settore 6, Francesco Santorelli, dell’Area Tecnica – Tutela dell’Ambiente – Governo del Territorio.

Nell’atto si comunica la risoluzione del contratto nei confronti dell’Azienda Agricola GSL, in persona del titolare pro tempore Salvatore Luigi Graziano, per “grave illecito professionale”, ai sensi dell’articolo 80, comma 5, lettera c), del decreto legislativo n. 50 del 2016.

La vicenda si inserisce in un contesto più ampio, legato alla maxinchiesta della Procura della Repubblica di Salerno, condotta dalla Guardia di Finanza, emersa nel marzo dello scorso anno. Tra gli indagati figurano, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, anche tre soggetti irpini, tra cui Salvatore Luigi Graziano, 37 anni, residente a Quindici e titolare di un’azienda agricola. Le contestazioni, a vario titolo e naturalmente tutte ancora al vaglio dell’autorità giudiziaria, riguardano reati gravi quali associazione per delinquere, usura, esercizio abusivo dell’attività finanziaria, estorsione, favoreggiamento, truffa ai danni dello Stato, turbata libertà degli incanti, trasferimento fraudolento di valori, emissione di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio, reimpiego di denaro di provenienza illecita e violazioni in materia di immigrazione clandestina.

Secondo l’impianto investigativo, le indagini del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Salerno avrebbero fatto emergere l’operatività di un’organizzazione criminale con base a Sarno. Il presunto capo del gruppo sarebbe Massimo Graziano, già condannato in passato per associazione di tipo mafioso e ritenuto appartenente all’omonimo clan del Vallo Lauro, legato da rapporti di parentela con il boss di Quindici, Adriano Graziano.

Il caso ha avuto anche riflessi sul piano politico e amministrativo cittadino. Dopo l’inchiesta e il coinvolgimento di nomi ritenuti vicini al contesto investigativo, il Ministero dell’Interno ha disposto a Sarno una Commissione di indagine. Tra gli elementi che hanno contribuito ad alimentare il dibattito pubblico vi è stata anche la nomina dell’avvocato Rubina Pignataro all’Organismo Indipendente di Valutazione del Comune, incarico conferito dal sindaco Francesco Squillante e successivamente revocato. Pignataro è stata indicata come moglie di Massimo Graziano ed è anch’essa finita nel mirino degli inquirenti.

Già meno di un anno fa, la consigliera comunale Maria Rosaria Aliberti, esponente di Forza Italia, aveva chiesto la revoca dell’affidamento del fondo rustico di oltre 200 mila metri quadrati in località Piana delle Vacche, sul Monte Saro, assegnato nel 2022 a Salvatore Luigi Graziano. In una sua presa di posizione, Aliberti aveva evidenziato come l’assegnazione fosse avvenuta in assenza di effettiva concorrenza, con una sola offerta presentata e a fronte di un canone annuo di appena 1.800 euro, definito dalla stessa consigliera “irrisorio” rispetto al valore e all’estensione del bene.

Sempre secondo quanto sostenuto dalla consigliera, l’offerta era stata presentata dall’Azienda Agricola di Graziano Salvatore Luigi, indicato come nipote di Massimo Graziano, figura centrale nell’indagine della Guardia di Finanza. Da qui la richiesta di revoca avanzata all’epoca e oggi, di fatto, sfociata nella determinazione comunale che ha disposto la cessazione del rapporto contrattuale.

La risoluzione del contratto rappresenta dunque un passaggio amministrativo di rilievo in una vicenda che intreccia profili patrimoniali, scelte dell’ente locale e sviluppi giudiziari ancora in corso. Resta fermo, sul piano giudiziario, il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

La vicenda, però, resta ancora aperta anche sul piano amministrativo: dopo la risoluzione del contratto, Graziano ha infatti presentato ricorso al Tar per chiedere l’annullamento del provvedimento di revoca.

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