La violenza sessuale
La minore conosceva uno dei cinque e fu attirata, con l’inganno, al buio di quel complesso di box interrati di un supermercato. Il giorno dopo furono tutti arrestati: uno finì ai domiciliari, aveva 17 anni ed era il più grande di tutti. Gli altri sparsi tra le carceri di Nisida e Airola. Dopo qualche mese, il gruppo iniziò la "messa alla prova", chiesta dagli avvocati difensori e prevista dal codice penale, che portò alla sospensione del processo. E il risultato di quel percorso in comunità è stato superato positivamente, come sostengono procura e gip, secondo la relazione degli assistenti sociali. Lo hanno ammesso anche loro, gli imputati, che all’epoca chiesero scusa per quanto fatto a quella ragazzina. La vittima di quello stupro di gruppo, che oggi ha sedici anni la cui famiglia è assistita dall’avvocato Alessandro Laudisio, porta con sé i segni di quella violenza brutale.