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Anna Robustelli Sindaco

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Sarno. Revocata la cittadinanza onoraria al Duce Benito Mussolini

25 Aprile 2019 Author :  

Revocata la cittadinanza onoraria al Duce Benito Mussolini. Il sindaco Giuseppe Canfora e la sua Giunta, come promesso durante il suo primo mandato da sindaco, revoca la cittadinanza onoraria a Benito Amilcare Andrea Mussolini. Il tutto coincide con la festa della liberazione e con la fine del primo mandato del sindaco Canfora. La cittadinanza onoraria fu conferita a Mussolini con la deliberazione del 23 maggio 1923, così come avvenne contemporaneamente in moltissimi comuni italiani, la Giunta del Comune di Sarno conferì la cittadinanza onoraria a Benito Amilcare Andrea Mussolini nato a Dovia di Predappio il 29 luglio 1883 e successivamente deceduto a Giulino di Mezzegra il 28 aprile 1945, che, all’epoca, ricopriva il ruolo di Presidente del Consiglio dei Ministri e Duce del Fascismo, dopo aver preso il potere in seguito ad un marcia violenta su Roma e non in conseguenza di libere elezioni, trasmettendo l’atto al Consiglio Comunale per la ratifica. Per acclamazione anche il consiglio comunale approvò la delibera il 3 giugno 1923.

Le motivazioni della revoca

Come si legge nella delibera approvata ieri dalla Giunta Canfora “E’ evidente che la figura di Benito Mussolini, che pur appartiene alla storia della nostra nazione, è stata oggetto di un generale e condiviso giudizio negativo e costituisce un cattivo esempio per i giovani e per le generazioni future in quanto, come capo del regime fascista e responsabile politico, egli attuò provvedimenti, leggi ed azioni soppressivi delle libertà civili, politiche e sociali, negò diritti, perseguitò esponenti di minoranze politiche che non condividevano le sue stesse idee nonché agevolò, dopo la promulgazione delle leggi razziali, la persecuzione, la cattura ed il trasferimento nei campi di concentramento di molti cittadini italiani ebrei”.
Dunque per tutti questi motivi all’amministrazione Canfora risulta, pertanto, “Incompatibile la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini con i valori di cui il Comune di Sarno e la sua comunità sono oggi portatori oltre ad essere in contrasto con l’art 7 comma 1 dello Statuto del Comune di Sarno che stabilisce “il Comune, in conformità ai principi costituzionali ed alle norme internazionali che riconoscono i diritti innati delle persone umane, sancisce il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali e promuove la cooperazione fra i popoli, riconosce nella pace un diritto fondamentale della persona e dei popoli” e con il comma 2 del medesimo articolo, a mente del quale “il Comune incoraggia la conoscenza reciproca dei popoli e delle rispettive culture e promuove una cultura della pace e dei diritti umani mediante iniziative culturali e di ricerca, di educazione e di informazione e con il sostegno alle associazioni, che promuovono la solidarietà con le persone e con le popolazioni più povere”, oltre che con le norme della Costituzione italiana e con la normativa internazionale che proteggono la pace e l’integrazione tra i popoli ripudiando ogni forma di dittatura”.

Mussolini mandante politico dell’aggressione allo statista Giovanni Amendola

Secondo numerosi storici, Benito Mussolini fu considerato anche il mandante politico della vile aggressione nei confronti dello Statista Giovanni Amendola, originario di Sarno, a cui è intitolata l’aula consiliare del Comune di Sarno, deputato della Repubblica italiana, che, dopo una lunga serie di intimidazioni ricevute per le sue idee ed azioni contrastanti con il regime fascista, all'inizio del 1925, venne aggredito da un gruppo di quindici uomini armati di bastone in località La Colonna a Pieve a Nievole, organizzato dallo squadrista Carlo Scorza, futuro segretario del Partito nazionale fascista, in conseguenza della quale, Amendola, dopo molte sofferenze, morì all’età di 43 anni.

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