SARNO. Solidarietà all’imprenditore, alla sua famiglia e ai lavoratori, ma senza rinunciare alle domande che una città ha il diritto di porre quando un vasto incendio investe un’area industriale e una nube nera è visibile a chilometri di distanza.
È la posizione dell’avvocato Maria Rosaria Aliberti, esponente di Forza Italia, che interviene dopo il rogo divampato nella tarda serata di ieri nella zona industriale di via Ingegno, dove le fiamme hanno gravemente danneggiato lo stabilimento Termoplast. Sul posto sono impegnate diverse squadre dei Vigili del Fuoco, mentre i tecnici dell’ARPAC stanno effettuando i monitoraggi ambientali.
“Vedere andare in fumo un’azienda significa assistere alla distruzione di investimenti, sacrifici e prospettive occupazionali - afferma Aliberti “La solidarietà all’imprenditore, alla sua famiglia e ai lavoratori è doverosa. Ma la solidarietà non può trasformarsi in silenzio, né può sostituire gli accertamenti”.
L’esponente di Forza Italia richiama l’attenzione sulle possibili conseguenze ambientali e sanitarie dell’incendio. “Quello di via Ingegno non è un incendio qualunque. Una nube nera visibile a chilometri, un rogo di vaste proporzioni, una città intera e i territori vicini potenzialmente esposti: tutto questo impone verifiche serie, tempestive e trasparenti”.
Aliberti ricorda inoltre che lo stesso stabilimento fu interessato da un incendio nell’agosto 2021. In quell’occasione, l’ARPAC intervenne con campionamenti e monitoraggi ambientali finalizzati a verificare l’eventuale presenza di sostanze inquinanti nell’aria. “Non è un’accusa e non è una sentenza - precisa - Ma è un fatto che rende ancora più necessario fare piena chiarezza. Nessuno deve anticipare le conclusioni delle indagini, ma nessuno può chiedere ai cittadini di rinunciare a domande legittime: come è potuto accadere di nuovo? Quali materiali erano presenti? Quali sistemi di prevenzione e sicurezza erano attivi? Quali effetti possono esservi sull’aria, sui terreni, sulle colture e sulla salute delle persone?”.
La richiesta è che gli esiti delle verifiche ambientali siano resi pubblici integralmente e senza ritardi, insieme a indicazioni chiare per i cittadini, per chi lavora nell’area e per gli agricoltori potenzialmente interessati dalla ricaduta dei fumi. “Servono dati, non rassicurazioni generiche. Il lavoro va difeso, ma la salute pubblica non può essere messa in secondo piano. Una città seria pretende entrambe”, conclude Aliberti.