Città nuova e Insieme per Maiori: "Gal, debiti e centro disabili: le contraddizioni dell'amministrazione"

29 Luglio 2016 Author :  

Insieme per Maiori e Città nuova dicono la loro in Consiglio sul completamento delle operazioni di vendita del patrimonio immobiliare comunale agli assegnatari a Via Santa Caterina e Via Pedamentina (in sostanza le cantinole e le pertinenze collegate ad ogni appartamento), sull'inserimento nel piano triennale delle opere pubbliche di un centro diurno per disabili da realizzare (in caso di finanziamento regionale) in alcuni locali di Palazzo Stella Maris al primo piano, sull'adesione del Comune di Maiori al GAL (Gruppo di Azione Locale), una struttura consortile pubblico/privata di possibile gestione di finanziamenti europei legati al Piano di Sviluppo Rurale e sulla salvaguardia degli equilibri di bilancio”: in pratica una risistemazione del bilancio sostanzialmente per pagare tre debiti fuori bilancio (circa centoventimila euro per un incidente a persone che ha visto soccombere l’Ente in giudizio e circa sessantamila ad un professionista mai pagato per le sue prestazioni pregresse dopo parecchie sentenze a suo favore);
Sulla possibile vendita delle pertinenze agli assegnatari, Città Nuova e Insieme per Maiori hanno confermato il parere positivo già espresso in passato.

GAL - “Questa è una Amministrazione “adesiva”, cioè aderisce a qualsiasi cosa a prescindere dal merito. Abbiamo cominciato con l’obolo di cinquemila euro alla Fondazione FIRST, della quale si sono perse le tracce, siamo passati per l’Ente Idrico Regionale rinunciando senza fare una piega al nostro patrimonio idrico per fare i primi della classe in una regione dove la maggioranza dei Comuni sta ancora responsabilmente valutando, e oggi diamo un paio di migliaia di euro per il GAL” dichiarano i consiglieri - “Certo, si parla di fondi europei e quindi chissà che non si riesca a rimediare una qualche sottomisura PSR che faccia dimenticare come l’Assessore al ramo dr.ssa De Chiara abbia già spento il 25 giugno scorso la prima candelina senza che si reperisca agli atti una qualsiasi traccia amministrativa della sua esistenza e della sua utilità per i cittadini di Maiori. E allora aderiamo pure al GAL, sigla peraltro già spesso tristemente nota nella gestione di fondi pubblici, con il peso specifico che potrà avere il comune di Maiori in un gruppo dove c’è la Città Metropolitana di Napoli, la Costiera Sorrentina con Sorrento in testa, pezzi delle isole e nemmeno tutta la Costiera Amalfitana. Per carità, non sono questi duemila euro che ci manderanno in rovina, ma resta il disagio per una Amministrazione che opera senza visione d’insieme, senza progettualità andando a tentoni in cerca di “fortunate occasioni”. Come dicevamo, una Amministrazione che non costruisce, bensì “aderisce”.

EQUILIBRI DI BILANCIO - “Al di là di quanto emerso in sede di discussione sulla necessità che i soldi pubblici vengano rispettati perché sono di tutti e non possano essere oggetto di soggettiva negoziazione o di colpevole tolleranza di comportamenti extracontrattuali, i debiti fuori bilancio in esame oggi sono l’ennesima testimonianza di un malvezzo ricorrente: la logica perversa della superficialità amministrativa e del rinvio come metodo in danno di tutti i cittadini. In pratica l’inquilino del momento butta la polvere sotto il tappeto e le pulizie generali le deve pagare il padrone di casa, cioè i maioresi. La norma prevede l’invio di questi atti alla Corte dei Conti, ed anche per questo non ha gran senso riandare alle mancate costituzioni in giudizio, ai disciplinari d’incarico non sottoscritti, alla pervicacia con cui si sono ignorate ripetute sentenze di condanna” spiegano i consiglieri in aula - Non ha nemmeno senso rimarcare come – anche dopo le sentenze – sarebbe stato possibile avviare una transazione che limitasse i costi per l’Ente, pur se saremmo curiosi di sapere perché una proposta transattiva parziale dell’avvocato Fiorentino del 29 luglio 2014 sia rimasta per due anni senza riscontro formale di alcun tipo agli atti. Né pensiamo di fare le cassandre di turno quando diciamo – e vogliamo essere certi che anche l’Amministrazione lo sappia – che questa è solo la punta di un iceberg; e che si moltiplicheranno i buchi fino alle sette cifre mano a mano che si guarderà nelle carte del contenzioso. Cosa che sarebbe saggio fare prima che pervengano gli ulteriori sequestri di tesoreria. Desideriamo invece spiegare perché, al di là del merito, sia questo atto di salvaguardia, sia ogni futuro atto di bilancio, troverà il nostro voto negativo pregiudiziale. Il fatto è, come a breve emergerà in via formale perché tutti i maioresi ne prendano coscienza, che noi non troviamo traccia nei bilanci dell’Ente di oltre dieci milioni di euro di sofferenze sulle entrate tributarie, extratributarie e da sanzioni degli ultimi dieci anni. Una situazione, allorché confermata in sede propria, che da un lato postula la massima attenzione all’adeguamento delle procedure agevolanti e del principio di equità contributiva, e dall’altro qualifica per noi come non veritieri tutti gli atti di bilancio, con quel che ne consegue in termini di assunzione di responsabilità per il recupero dell’efficienza dei servizi interni e di uno standard accettabile di legalità”.

CENTRO PER DISABILI - “L’integrazione al Piano Triennale proposta va nel senso di una qualificazione dell’offerta di servizio in termini di sensibilità sociale e di assunzione di responsabilità nei confronti del disagio in un settore denso di criticità e di esigenze solo parzialmente soddisfatte. Apprezziamo quindi, quali che siano le perplessità in ordine all’effettivo finanziamento dell’opera, l’ipotesi di realizzazione di un centro diurno per disabili, che peraltro ripropone elaborazioni progettuali già espresse - anche con la collaborazione partecipata delle famiglie interessate - dall’Amministrazione di Stefano Della Pietra. Da un diverso punto di vista segnaliamo che la proposta in sé sopperisce in parte ad un comportamento istituzionale spiacevole che sta diventando prassi. Essa, con la destinazione indicata, risponde negativamente nei fatti alla proposta di project financing su Palazzo Stella Maris avanzata dall’Ing. Catena nel luglio dell’anno scorso, formalmente sollecitata nel novembre 2015, e mai riscontrata dall’Amministrazione. Sarebbe garbato compensare la gratuita scortesia cogliendo questa occasione per ripristinare un corretto rapporto formale con l’interlocutore. Nel merito votiamo a favore, auspicando che in caso di mancato finanziamento regionale o comunitario, si preveda al prossimo bilancio con risorse proprie dell’Ente”.

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