Spettacolo: “fattarielle e ‘nciuci”: Crawford e McCambridge, il "far west" nel camerino...

27 Febbraio 2016 Author :  

di Franco Apicella

Nel 1954 il regista Nicholas Ray girò il film western “Johnny Guitar”, interpretato da Joan Crawford, nel ruolo di Vienna, la protagonista della vicenda, uno dei pochi personaggi positivi interpretati dalla grande attrice,e da Mercedes McCambridge, altra grande attrice, nei panni di Emma Small, una donna cattiva, passionale e vendicativa. Il film ottenne, in tutto il mondo, un grande successo di pubblico che trovò la trama e l’interpretazione degli attori avvincenti ed emozionanti. La critica, però, la pensò diversamente e, a causa della presenza troppo ingombrante della parte dialogata, lo paragonò ad una soap opera più che a un vero e proprio western. Una rivalità così accesa, a fosche tinte, fra due donne non si era mai vista prima in un western e fu giudicata inattendibile, la Crawford fu criticata per la sua recitazione troppo manierata e hollywoodiana e una medesima sorte toccò alla McCambridge, la cui interpretazione fu considerata marcatamente esagerata e sopra le righe. Il lavoro del regista fu tutt’altro che facile, a causa delle frequenti discussioni con la Crawford, ingestibile per la sua forte e spigolosa personalità, irascibile e in continua ebollizione; sudò sette camicie per arginare gli effetti corrosivi della rivalità esistente tra lei e la McCambridge, sua antagonista nel film. Un giorno la troupe girò, in esterno, una scena di massa particolarmente impegnativa e drammatica con la McCambridge che cavalcava agguerrita, come un’amazzone, e guidava una spedizione di uomini a cavallo, decisa a far impiccare Vienna, la sua acerrima rivale in amore. Quel giorno la Crawford non aveva scene da girare e nessuno si sarebbe mai aspettato di vederla sul set. La McCambridge, alla guida del manipolo di uomini, col volto acceso di odio e di sete di vendetta, recitò il suo ruolo con grande bravura e, alla fine della scena, fu applaudita a lungo dal regista e da tutta la troupe. Nessuno si era accorto della presenza minacciosa della Crawford che, in piedi, su una collinetta, con le mani ai fianchi, aveva osservato la scena della cavalcata, fremente di rabbia e di invidia, furente di fronte al successo che la troupe aveva decretato alla sua odiata rivale, accompagnando la sua performance con quel lungo, eccessivo e ingiustificato applauso. La vista della sua figura minacciosa, stagliata contro il sole, durò solo un attimo poi la diva scomparve, come una cornacchia infastidita, e tutti si dimenticarono di lei, continuando a lavorare. La sua ira si placò solo dopo che lei ebbe devastato il camerino della McCambridge, facendo a pezzi tutti i suoi abiti e trascinandoli, dopo averli legati al paraurti posteriore della sua auto, a lungo, nella polvere del deserto. Dovette sentirsi proprio come Achille che, accecato dall’ira per la perdita di Patroclo, aveva legato il cadavere di Ettore, responsabile della morte del suo amato compagno, ad un carro e, per scempio, lo aveva trascinato per nove giorni intorno alle mura di Troia. Sullo specchio del camerino della McCambridge campeggiava, rossa come il sangue, la scritta”Bitch!!” (cagna), impressa ferocemente col rossetto dell’attrice. Di aneddoti terribili e pittoreschi che hanno per protagonista la Crawford ce ne sono tantissimi e tutti sono conditi abbondantemente con la sua famigerata cattiveria.

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