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Namastè. Il Natale come Luce negli occhi.

27 Dicembre 2016 Author :  

Namasté amici lettori oramai è Natale!
Durante il periodo prenatalizio io, come certamente la maggior parte di voi abbiamo vissuto un periodo di frenesia, tipico di questo momento dell’anno. Ironia della sorte il Natale chiede ad ognuno di noi “riflessione”! Purtroppo come per molti altri momenti importanti percorriamo queste festività a razzo dritti alla meta, una meta che può essere, la scelta di un dono, la preparazione del cenone o anche la scelta del giusto abito e accessori per un capodanno fuori.
Si perde, quindi di vista, il significato profondo delle nostre azioni. Il dono rappresenta l’augurio all’altro di serenità, ma per come lo viviamo e lo percepiamo diventa un momento di forte stress, tanto che ho sentito molte persone, e devo dirlo lo sento tutti gli anni, dire: “non vedo l’ora che queste festività finiscano!”.
Il Natale così come è vissuto e percepito ai giorni nostri altera la nostra quotidianità, creandoci un momento di sbandamento, ed inoltre, cosa non meno importante ci pone di fronte alle nostre problematiche più o meno evidenti rispetto alle relazioni con la nostra famiglia e le persone che ci sono intorno, mettendoci a confronto diretto con tutti gli aspetti irrisolti che abbiamo nelle nostre relazioni.
Guardandoci intorno, tra spot televisivi, film natalizi, cartelloni pubblicitari, ci rendiamo conto, o forse sarebbe meglio dire, ci sentiamo costretti a essere felici, e se questo non accade viviamo un senso di inadeguatezza rispetto alla situazione, per non essere come gli “altri” si aspettano. Qual è la allora, la soluzione a cui ricorriamo? La corsa sfrenata ai regali! che appaga quel senso di insoddisfazione e inadeguatezza, creando, però, un circolo vizioso in cui la corsa al regalo produce stress che a sua volta viene attenuato dal comprare un dono!
La sera del 24 Dicembre, la maggior parte di noi si incontra, si siede intorno ad un tavolo dove sono state preparate pietanze gustose in linea con la tradizione. Si chiacchiera, si mangia abbondantemente. Ma non ci ci si ferma, a fare riflessioni! È anche vero che questo periodo purtroppo richiama ancor più fortemente il senso della perdita! Che cosa voglio dire: essendo questo il momento del ritrovarsi, del condividere, sentiamo e percepiamo ancora più fortemente la mancanza dei cari che non sono con noi. Familiari che sono lontani o ancor peggio familiari che non rivedremo mai più. Questo periodo rinnova il dolore e ci da un senso di malinconia, tristezza e, il sentirci “costretti” ad essere felici certo non attenua questo vuoto. Tendiamo a mascherarlo, perché magari non si vuole far dispiacere a chi ci sta vicino e ha condiviso con noi la perdita, o per non rovinare un momento di serenità a chi ci sta vicino. Bene! Sappiate una cosa, che io ripeto a tutti in ogni occasione sia Natale, Pasqua, Epifania o giorni comuni, sentirsi triste è un diritto! Essere dispiaciuti per la perdita di una persona cara, è un diritto che possiamo esercitare in ogni periodo dell’anno. Magari parlare con chi ha condiviso con noi il dolore potrebbe sorprenderci, darci sollievo. Tuttavia quello che dobbiamo evitare, per non incorrere in importanti problematiche psicologiche, è proprio fermarci nel dolore, fermarci nel momento della perdita. Bisogna andare avanti, non c’è alternativa e sarebbe ingiusto non farlo, ingiusto nei confronti di chi si è dovuto fermare. Condividere i propri stati d’animo affinché chi ci ama possa capire e sostenerci, guardare in noi stessi per capire se c’è bisogno di un aiuto professionale, si perché il primo psicologo di noi stessi siamo noi! Chiedere aiuto non è una vergogna.
L’origine del Natale è antichissima ed è legato ai ritmi del sole e della luna, alle festività solari, legati al solstizio d’inverno, e al culto del Dio Sole. In questo periodo dell’anno le tenebre dell’universo iniziano a lasciare posto alla luce, una luce che si propaga anche in noi, ma perché questo accada bisogna avere gli occhi pieni di luce per apprezzare ciò che ci circonda, e guardarlo in modo diverso, con la gioia nel cuore e la meraviglia di un bambino.
Essere tristi è un diritto! Ma essere Felici è un diritto allo stesso modo, permettiamo a noi stessi di esercitare il diritto alla felicità. Buon Natale e un Felice anno nuovo che possa essere per noi tutti pieno di luce negli occhi!

Dott.ssa Ciancia Maria Rita
Psicologa Clinica
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