Scafati. Aliberti arrestato, le opposizioni: "Ha rovinato la città"

24 Gennaio 2018 Author :  

La Cassazione ha deciso per il carcere preventivo per l'ex sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti e misure cautelari anche per gli esponenti del clan Ridosso Loreto. Subito in città le reazioni politiche:

SCAFATI IN MOVIMENTO - Ci interessa il processo politico non quello dei tribunali. Ci interessa se verrà condannato per danno erariale dalla Corte dei conti non dalla Cassazione. Guardiamo al futuro, progettiamo Scafati sugli errori politici di Aliberti non sulle sue ipotesi di reato. Ripetiamo da sempre che nessun tribunale o giudice potrà mai assolvere Aliberti &co dai fallimenti politici della sua amministrazione (Pip, Polo Scolastico, ExCopmes, debiti etc.etc). Con lui del disastro scafatese sono responsabili tutti quelli che lo hanno sostenuto, dalla composizione delle sue liste alle sue nomine.

MATRONE, Fdi - “La decisione della Cassazione va letta per quello che è. Non c’è da festeggiare o esultare, perché a perdere in questi mesi è stata Scafati. Lo dimostra le condizioni in cui i commissari straordinari sono costretti a operare”. Così Angelo Matrone, ex consigliere comunale, commenta la decisione della Suprema Corte in merito alle richieste di misure cautelari chieste dalla Procura Antimafia in merito alla posizione dell’ex sindaco. “Mi auguro che davvero adesso si possa voltare pagina e ripartire con serenità per il bene di una comunità che, da mesi, vive piena d’angoscia ed è catapultata in vicende personali che poco hanno a che fare con i reali problemi che ha Scafati. I commercianti hanno bisogno di sgravi fiscali per non chiudere le proprie attività, le famiglie meno abbienti di politiche sociali più vicine a chi non arriva alla fine mese. La città ha bisogno solo di essere amministrata bene. Il passato si metta da parte”.

MICHELE GRIMALDI, PD - Per formazione politica e culturale non commento le sentenze della magistratura, che vanno sempre rispettate. Per formazione politica e culturale, penso anche che ogni cittadino, anche l'avversario più feroce e violento, è innocente fino al terzo grado di giudizio.
Lo scrivo, perché anche se la sentenza della Suprema Corte che decreta l'arresto per l'ex Sindaco di Scafati fosse stata di senso opposto, oggi direi le stesse cose.
Stesse cose che abbiamo ripetuto per otto anni, anche quando molti hanno preferito un comodo silenzio: il dottore Aliberti è colpevole di aver distrutto economicamente e socialmente la nostra Scafati, di aver provato a piegare la nostra città al suo arrivismo personale e agli interessi di famiglia, di aver usato la macchina pubblica in maniera privata e dispotica, di aver aperto le porte di Palazzo Mayer a clientele, familismo, malavita organizzata. È colpevole dello scioglimento per camorra e dell'arrivo della Triade commissariale, di aver lasciato debiti ed inefficienza, di aver provocato un buco di bilancio di oltre trenta milioni di euro, di aver assistito in silenzio e accompagnato consciamente la chiusura dell'ospedale, del deficit strutturale e funzionale dell'Acse e del ciclo di raccolta dei rifiuti, delle strade buie e dissestate, dell'assenza di una rete fognaria e degli allagamenti ad ogni pioggia, del decadimento della Villa comunale, dello sperpero dei fondi europei, della mancata riqualificazione del centro storico, del fallimento del P.I.P., delle case popolari occupate da pregiudicati e tolte alla povera gente.
Le sue vicende giudiziarie sono un suo fatto privato, quel che resta a noi scafatesi sono le macerie dalle quali e sulle quali siamo chiamati a ricostruire: senza ripetere, tutti noi, gli errori del passato.
Anche per questo, per rendere effettivamente possibile la rinascita e il cambiamento, come abbiamo già proposto a tutte le forze politiche ed ai movimenti della nostra Scafati, è oggi più che mai necessario un patto d’onore dinanzi alla città: un patto di legalità, per liste pulite e metodi trasparenti, affinché mai più nessun soggetto politico possa consentire all’illegalità diffusa e alla criminalità organizzata di poter mettere piede e radici nella Casa comunale.
Tutti insieme abbiamo il dovere, per rispetto della nostra comunità e della nostra storia, di questo reciproco patto d'intenti: un minuto dopo, verranno le legittime divisioni sui programmi e le prospettive di governo.

Punto Agro News

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